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Viviani guida la carovana nel deserto

Tappa 3. Prima della partenza per l'Italia il Giro va in Negev, prigione senza confini come la descriveva De André i cui «inutili frammenti», i beduini palestinesi, sono in subbuglio

L’autostrada del sole, la diga del Vajont, perfino le passerelle in legno che permisero a Moser di proiettarsi tra i ponti di Venezia. E ovviamente tempo da lupi su in montagna. Ne ha visti di paesaggi, il gruppo, in cento e più giri d’Italia. Il deserto però non si era attraversato mai. Si rimedia oggi, partendo da Beer Sheva e raggiungendo a Eilat la propaggine estrema del golfo di Aqaba. A Sde Boker si passa ad omaggiare Ben Gurion, padre della patria, che in questo kibbutz si ritirò a «missione compiuta». A fare da contorno, il Negev, dove la parte...

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