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Cultura

Victoria Mas, il ricordo volteggia tra voci ritrovate

ITINERARI CRITICI. Intervista con la scrittrice francese sul suo romanzo «Il ballo delle pazze». Un esordio letterario ambientato a Parigi alla fine dell’800 nel manicomio femminile della Salpêtrière. «Nelle mie ricerche ho riflettuto sulla vita di Augustine e Blanche Wittman, due pazienti del dottor Charcot. Il titolo del mio libro è un evento che si ripeteva in quel reparto, le internate indossavano vestiti pittoreschi e la città andava a osservarle, come fossero in mostra»

Dal film «Augustine» di Alice Winocour, 2012

Dal film «Augustine» di Alice Winocour, 2012

Tutto ha inizio a Parigi un giorno di quattro anni fa, una ragazza accompagna un suo amico al centro ospedaliero Pitié-Salpêtrière e comincia a guardarsi intorno. Resta poco dell’originaria fabbrica di polvere da sparo cui era destinato l’edificio della Salpêtrière, costruito alla metà del 1600. Negli anni, le trasformazioni variamente detentive di quel luogo si sono però depositate nell’immaginario francese. La visione è potente ancora oggi per chi come Victoria Mas non ne aveva mai approfondito la storia. Ed è proprio quel giorno che, nemmeno trentenne, comincia a interrogarsi fino ad avere l’idea del suo primo romanzo, Il ballo delle...

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