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Politica

Vicenza, il tramonto di un’epoca tra le macerie

Elezioni. Variati lascia in eredità la mega base Usa il crac della storica Banca Popolare. Nel match scomparso il simbolo M5S

Il municipio di Vicenza

Il municipio di Vicenza

Il canto del cigno Achille Variati nella città che si rispecchia nelle macerie. Il «fascioleghismo» di Francesco Ruocco che archivia la Vicenza d’oro berlusconiana. E la clamorosa esclusione dalla scheda di Stefano Di Bartolo con il simbolo a cinque stelle. Di sicuro, si gira finalmente pagina. Tramonta Achille Variati, amministratore «civico» con il piglio da podestà democristiano. Classe 1953, laurea in matematica, assunto da Banca Cattolica, a soli 27 anni era consigliere comunale prima di ricoprire il ruolo-chiave di segretario del partito. Il «delfino di Rumor» è sindaco nel 1990, poi approda in Regione, ma ritorna a palazzo Trissino fino...

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