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Europa

Verso il referendum, la «Schengen 2» di Orbán

UNGHERIA. «Deportiamo i migranti su un'isola, sotto sorveglianza armata», la campagna xenofoba del premier in attesa del 2 ottobre

Cartellone pubblicitario per il No al referendum ungherese

Cartellone pubblicitario per il No al referendum ungherese

«Non corriamo rischi, votiamo no!», si legge su uno dei grandi manifesti propagandistici a sfondo tricolore, che il governo ungherese ha fatto affiggere in tutto il paese per sensibilizzare l’opinione pubblica contro il sistema delle quote d’accoglienza obbligatorie voluto dall’Ue. L’esecutivo di Budapest rifiuta categoricamente questa gestione del «problema migranti» considerandola un’opzione suicida che incoraggerebbe l’immigrazione clandestina e l’attività dei trafficanti di esseri umani. L’autunno scorso il partito governativo Fidesz ha dato inizio a una raccolta di firme contro il sistema delle quote, raccolta che continua tuttora a una settimana dall’apertura delle urne. Il primo ministro Viktor Orbán sostiene da...

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