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Cultura

Vagabondi dell’identità

Anticipazioni. Pubblichiamo in esclusiva uno stralcio della postfazione al romanzo di Majgull Axelsson, «Io non mi chiamo Miriam», tradotto da Iperborea. La scrittrice svedese sarà in Italia a novembre

Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, nel 1945, pochi ebbero il coraggio e la forza di affrontare le vittime e i boia, l’indicibile sofferenza e i disumani soprusi del conflitto. C’erano stati cinquanta milioni di morti. Quasi tutti avevano qualcuno da piangere. Molti avevano perso casa e famiglia. Per regolare i conti con i responsabili della guerra ci si limitò ai processi di Norimberga. Si voleva dimenticare e andare avanti, guardando al futuro. Ma alcuni non potevano, non volevano, non dovevano dimenticare. Erano le decine di migliaia di prigionieri inaspettatamente ancora in vita quando, nella fase finale del conflitto,...

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