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Internazionale

Usa, «Preparsi all’epidemia». La borsa crolla. Trump: «Fake news»

Durante un incontro con i giornalisti la dottoressa Nancy Messonnier del Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie ha avvisato le comunità locali di prendere provvedimenti riguardo il coronavirus: «Non si tratta più di sapere se questo accadrà, ma più realisticamente di quando accadrà – ha detto Messonier – e di quante persone in questo paese avranno malattie gravi».

Secondo la dottoressa gli Usa dovrebbero cominciare a prepararsi e pensare a provvedimenti da adottare in caso di peggioramento della situazione, ad esempio chiedendo alle scuole di dividere gli studenti in classi meno numerose, o di optare per la teledidattica, mentre le comunità e le città potrebbero decidere di cancellare i grandi eventi collettivi.Questa dichiarazione è stata presa male dai mercati Usa: il Dow Jones è crollato di 879,44 punti, lo S&P è scivolato del 3%, e il Nasdaq ha perso il 2,8%.Anche Donald Trump l’ha presa malissimo; secondo il Washington Post si sarebbe infuriato per le dichiarazioni di Messonier: «Msdnc (Comcast) emittente di notizie false di bassa lega – ha scritto Trump – sta facendo tutto il possibile per rendere il Coranavirus il più brutto possibile, compresi i mercati in panico, se possibile. Allo stesso modo i loro incompetenti compagni democratici non fanno nulla, ma parlano e basta. Gli Stati Uniti sono in gran forma!»

Poco prima, Trump aveva avvisato i mercati che se perderà le elezioni «il mercato crollerà». Non è bastato a confortare Wall Street neanche l’intervento del direttore del Consiglio economico nazionale Usa, Lary Kudlow, il quale ha dichiarato che il coronavirus non durerà per sempre.

«Suggerirei a chi è orientato a investire nel lungo periodo di guardare molto seriamente al mercato azionario, che è molto più conveniente rispetto a quanto lo fosse una o due settimane fa» ha detto Kudlow sottolineando che gli Stati Uniti hanno «contenuto» il coronavirus.

In molti non condividono l’ottimismo di Trump e di Kudlow. Il sindaco di New York, Bill De Blasio, ha twittato: «Diciamo da settimane che non è una questione di se il coronavirus colpirà New York, ma piuttosto di quando. Non abbiamo ancora casi, ma la cosa importante che i newyorkesi sappiano è che la loro città sta prendendo tutte le precauzioni necessarie». A San Francisco, infine, stato di emergenza, anche se non c’è ancora neanche un caso.


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