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Internazionale

Urne aperte in Mali, crocevia dei traffici tra Europa e Sahel

Elezioni dopo sei anni di instabilità post guerra in Libia. In Mali proliferano fucili, gruppi armati, droga e corruzione, favoriti dagli «aiuti» europei

supporter del candidato maliano Sheikh Modibo Diarra

supporter del candidato maliano Sheikh Modibo Diarra

Molte armi automatiche, quasi tante quanti i cittadini maschi, migliaia di soldati americani, canadesi, tedeschi, francesi delle missioni di «peacekeeping» e un flusso incessante di aiuti internazionali allo sviluppo - «a casa loro» - per le ultime quattro decadi non hanno fatto del Mali né un paese più sicuro né più prospero. Tutto il contrario, il Paese che oggi va al voto, a distanza di cinque anni dall’avvio dell’intervento militare franco-africano, risulta immiserito, con una corruzione ancor più dilagante, con meno spazi di democrazia, in testa alle classifiche dei luoghi più pericolosi al mondo, con sempre meno infrastrutture e servizi...

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