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Uno sciopero sbagliato che spacca la categoria

Medici di famiglia. Un ruolo ibrido, di libera professione (ma pagata il 38 per cento in più degli altri), di rango pubblico

Lo sciopero dei medici di medicina generale solleva molte perplessità. E la prima riguarda la campagna pubblicitaria organizzata dalla Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale). Non mi sembra il massimo del buon gusto abbinare una giovane donna allo slogan «non vado con il primo che capita» per alludere al malato come se fosse una escort con il problema di scegliere tra medici anonimi e senza qualità. Ma, buon gusto a parte, lo slogan è una autentica mistificazione, esso allude al pericolo di sopprimere la libera scelta del medico curante da parte del cittadino, questione che in nessun caso è...

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