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Editoriale

Un’impresa con i lavoratori protagonisti

Marco Doria

Aree dismesse di cui bisogna ripensare la funzione urbana, rivi che esondano provocando tragedie, un territorio fragile a causa del dissesto idrogeologico, aziende manifatturiere e di servizi di cui si discutono le strategie: sono alcuni dei grandi temi dell’Italia di oggi. Le strategie che si elaborano qualificano la politica. E ancora: il rapporto tra politiche e società, interessi, gruppi; la capacità di leggere le trasformazioni del paese, i suoi umori.

Su tutto ciò il manifesto è quotidianamente impegnato. Ci informa e ci stimola, ci provoca anche, ci costringe a riflettere. Ci ricorda una dimensione e ci propone una rappresentazione della politica ben diversa da quella, spesso oscillante tra il gossip e l’aspirazione a un potere sempre più distante dalle grandi scelte sui contenuti, invece veicolata così massicciamente da favorire atteggiamenti diffusi di rigetto e chiusura rancorosa e disperata. Abbiamo bisogno di un informatore critico e di un interlocutore intelligente come il manifesto.

Pochi quotidiani si sforzano poi con lo stesso impegno del manifesto di guardare al mondo, oltre i nostri confini. Un approccio obbligato e salutare, che inquadra le nostre vicende nel contesto globale, che porta la nostra attenzione, spesso così distratta, sulle condizioni di masse di diseredati. Anche di questo abbiamo bisogno.

E abbiamo bisogno che reggano e si moltiplichino esperienze di lavoro e di impresa (il collettivo del manifesto e il suo produrre è un’impresa, in tutti i sensi) di cui i lavoratori siano protagonisti. Il peso sulle loro spalle è grande. Con un abbonamento possiamo condividerlo. Ne vale la pena.