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Internazionale

Una società ibrida, territorio di scontri tra clan e oligarchi

Il presunto modello di stabilità kazako. Non va inoltre dimenticata l’angoscia con cui i russi e le altre minoranze etniche vivono l’attuale caos

Proteste ad Almaty

Proteste ad Almaty

Al crollo dell’URSS, il Kazakistan era l’unica repubblica in cui la nazionalità «titolare» eponima non costituiva la maggioranza della popolazione (solo il 40,1% dei 16.464.500 abitanti nel 1989). Oltre ai russi, vi era (ed in buona misura permane) un caleidoscopio di oltre cento etnie – quali tedeschi, tatari, coreani ebrei, armeni, etc. – accomunato alla maggior parte dei kazaki dall’uso della lingua e della cultura russa (nelle varianti sovietiche). Al pari della Russia, tale eterogenea società è stata scossa dalle «riforme» liberali degli anni 90. Uno degli effetti di queste ultime è stata un’emorragia migratoria di quasi tre milioni di...

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