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Cultura

Una militanza fatale

Novecento. «Un amore partigiano», il libro di Mirella Serri che racconta la storia oscura di Gianna e Neri, uccisi dai loro stessi compagni e scomparsi nel nulla

La partigiana Gianna, vero nome Giuseppina Tuissi

La partigiana Gianna, vero nome Giuseppina Tuissi

Quella di Gianna e Neri è una storia oscura della Resistenza. La ricostruzione appassionata che ne fa Mirella Serri (Un amore partigiano, Longanesi, pp. 217, euro 16,50) consegna al lettore un’empatia forte con i due protagonisti: lei, all’anagrafe Giuseppina Tuissi, che diventa partigiana dopo che i fascisti uccidono il fidanzato, torturata a sua volta in una prigione di Salò, addetta all’inventario del cosiddetto «oro di Dongo» sequestrato ai gerarchi, accompagnatrice di Claretta Petacci nel suo ultimo viaggio (e l’amante di Mussolini viene dipinta come una donna antisemita, ambiziosa e priva di scupoli, smontando ogni stereotipo assolutorio); lui, vero nome Luigi...

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