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Cultura

Una megalopoli senza ritorno

Paesaggi urbani. «Delhi» di Rana Dasgupta, pubblicato da Feltrinelli, racconta una città impazzita dal punto di vista di un indiano della diaspora

Riassumere la storia di Delhi e della sua gente in un’opera di «non-fiction» di oltre 450 pagine è un’impresa che nessuno, sano di mente e frenato dall’umiltà, dovrebbe intraprendere sperando nel successo. Meno che meno, come invece fa Rana Dasgupta nel suo Delhi - appena uscito per Feltrinelli, tradotto da Silvia Rota Sperti – pensando che le somme tirate in una galoppata superficiale attraverso la Storia della capitale indiana possano valere come modello, o meglio monito, per il resto delle «megalopoli in via di sviluppo» mondiali. Dasgupta sconta terribilmente un handicap di partenza che, perlomeno, ha la bontà di dichiarare:...

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