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Europa

Una frattura che si estende dal centro alla periferia, i viola della Catalogna

Autonomie. Lo stesso Pablo Iglesias a Barcellona ricordava che crede nella «plurinazionalità» e che la Catalogna possiede «una sovranità che deve poter applicare». Non era mai successo in 40 anni che un partito nazionale con un quarto dei voti difendesse apertamente un referendum di autodeterminazione in termini univoci. Addirittura Íñigo Errejón quando visita la Catalogna, nei comizi si rivolge al pubblico in catalano: evento più unico che raro per un politico nato e cresciuto a Madrid, e che indica una sensibilità del tutto nuova verso la diversità linguistica spagnola

La frattura che attraversa Podemos si estende dal centro verso la periferia. E in Catalogna investe in pieno Podem, la marca catalana del movimento viola, colta in pieno processo di costruzione di un nuovo soggetto politico sotto l’egida della sindaca di Barcellona, Ada Colau. A guidare Podem Catalunya è il deputato al parlamento di Barcellona Albano Dante Fachín cresciuto come attivista contro le politiche sanitarie del governo di Artur Mas, e oggi affiancato da un’esecutiva affine al «terzo polo» di Podemos, il movimento anticapitalista. Lo stesso Fachín è considerato affine alla leader andalusa Teresa Rodríguez, una delle facce più conosciute...

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