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Editoriale

Una classe dirigente inaffidabile

Matteo Renzi

L’Italicum era un mostriciattolo. Come risultava evidente erga omnes, eccetto che per Renzi, l’autore del capolavoro. E le forbici (il ballottaggio), i ritocchi (le pluricandidature) della Corte Costituzionale non lo hanno certo trasformato in un principe azzurro pronto per le nozze con le urne.

Del resto il Capo dello Stato ha parlato chiaro invitando il parlamento a emanare regole elettorali conformi per Camera e Senato.

La legge che tutti in Europa avrebbero dovuto copiarci era, molto semplicemente, incostituzionale.

Nonostante la fibrillante attesa che ha preceduto la sentenza emessa ieri dalla Corte Costituzionale, non c’è, invece, alcuna sorpresa per la bocciatura del marchio di fabbrica renziano: il ballottaggio. Il famoso schema del capo del governo da eleggere come il sindaco d’Italia.

La squadra dei renziani al comando è stata capace di produrre leggi e riforme puntualmente respinte, o dai giudici delle leggi o dagli elettori, confermandosi come l’emblema di una classe dirigente inaffidabile. La stessa che regge le sorti dell’attuale governo, il terzo della legislatura (Letta, Renzi Gentiloni). La stessa che chiede il voto subito.

Certamente la sinistra del Pd ha molti peccati da farsi perdonare, ma oggi porta a casa la soddisfazione di non aver partecipato al decisivo e ultimo dei tre voti di fiducia sull’Italicum. Tra qualche settimana le motivazioni della Consulta potranno spiegare meglio perché la Corte lo ha rottamato, ma a non cambiare è la sostanza politica da cui è nato il piccolo frankenstein.

Il parlamento è stato chiamato a dare la fiducia al marchingegno del governo, forzando le regole del gioco e mutilando il dibattito delle camere. E alla fine per che cosa? Per una legge incostituzionale, come del resto lo era la precedente, nata nel 2005 e defunta nel 2014.

Se dai novatori renziani abbiamo ricavato una legge così sballata, dall’altro uomo solo al comando, Grillo, arriva la linea del tutti alle urne con il «legalicum» appena sfornato dalla Consulta, che lascia il premio di maggioranza al 40%: basta la sentenza, costituzionalmente autoapplicativa, e si può andare alle urne senza che il parlamento metta becco.

Secondo il leader maximo dei 5Stelle, dovremmo andare a votare per Camera e Senato con due leggi diverse, con premi di maggioranza diversi, per dare al paese due maggioranze diverse. Su questo i 5Stelle sembrano tutti d’accordo (tra loro e con la Lega).

Anche perché, diversamente, potrebbero essere espulsi dal Movimento secondo l’ ennesimo diktat emanato, via Blog, da Grillo sulla libertà di parola dei parlamentari stellati: purissimo esempio di distillato putiniano.

Il vecchio partito con le sue vecchie regole è in estinzione e ormai il Blog ne fa le veci non solo dalle parti della Casaleggio Associati, ma anche, purtroppo, nel malconcio partito democratico dove, ultimo in ordine di apparizione, è arrivato il Blog di Renzi, inaugurato ieri proprio nel giorno della sentenza della Consulta.

Così in un quadro politico che le decisioni della Corte né chiariscono, né offuscano (non è compito suo), non sappiamo quando andremo a votare e tantomeno se e quali coalizioni si contenderanno palazzo Chigi.

Ma un’indicazione, non solo estetica, arriva proprio dal nuovo Blog del segretario, con quella grafica bianco-celeste che ricorda i manifesti di Forza Italia e con quella parola d’ordine che il segretario rilancia nel suo nuovo format: meno tasse per tutti. Naturalmente a nome di un misterioso, futuro centrosinistra.

  • rocco siffredi

    “Secondo il leader maximo dei 5Stelle, dovremmo andare a votare per Camera e Senato con due leggi diverse, con premi di maggioranza diversi, per dare al paese due maggioranze diverse.”
    Invece che dovrebbe fare? Mettersi a discutere inutilmente per mesi con chi vuole scrivere esclusivamente una legge anti-M5S? Troppo facile criticare senza illustrare le alternative.

  • RossoVeneziano

    Abbiamo capito che sei terrorizzata dal voto subito, Rangeri. I sondaggi per il pulviscolo a sinistra del PD sono impietosi. Ringrazia che la soglia sarà del 3% e non del 5%. E non è neanche detto che ci arrivate al 3%. Quanto all’italicum, era un’ottima legge ma funzionava con una sola camera elettiva. Respinta la riforma costituzionale è ovvio che la Consulta abbia bocciato il ballottaggio. Vittoria di Pirro per voi fan del consociativismo: resta il premio di maggioranza e restano i capilista bloccati. Per fortuna.

  • il compagno Sergio

    Dopo il trionfo del referendum e gli eccellenti risultati alle diverse elezioni amministrative, il nostro devoto dell’ombra, da buona testolina di legno e bravo troll, ha ragione a trepidare e strepitare per elezioni immediate : Lega e Grilletti gliene sono profondamente riconoscenti.
    Peccato che tecnicamente sia impossibile e che lo stesso Presidente della Repubblica avversa questa ipotesi (ma questo è semplice dettaglio per chi non ha che una vaga conoscenza della Carta Costituzionale).

    Qualificare il manifesto di fan del consociativismo è più che comico, è più che ilarante, è semplicemente stupido, visto che il governo Renzi è nato, si è retto ed ha legiferato appoggiandosi ad un’accozzaglia consociativa mai vista prima e che il PD stesso è geneticamente un partito consociativo con un alto tasso d’incompetenti (e una buona percentuale di corrotti e traffichini).

    Ci sono le vittorie di Pirro ma anche le sconfitte di Annibale.

  • il compagno Sergio

    infatti aspettavamo te per essere illuminati in materia.
    in effetti, grillo ha ragione: perché perdere tempo a discutere? basta convocare un sabato sera una votazione in rete, la domenica sera annunciare che le urne elettroniche hanno parlato chiaramente: ormai si sta coi liberali. Il lunedì però no, si torna indietro e tutto come prima in barba al popolo delle urne elettroniche.
    gli è mancato di consultare marra (l’uno e l’altro) : avrebbe saputo in anticipo come andava a finire.
    il che prova che per i grilletti non solo è inutile discutere, ma è inutile anche votare.
    fa tutto Lui.

  • RossoVeneziano

    Ti vedo confuso e disinformato. C’è una legge elettorale in vigore immediatamente applicabile come dice la sentenza della Consulta. E vorrei vedere il contrario. Non può esistere sul tema un vuoto normativo. Si può votare. Non volete farlo perché sapete che stavolta l’estinzione è dietro l’angolo. Sinistra Arcobaleno 2.0. Quanto al consociativismo, è insito nella vostra visione della politica e della democrazia. Zagrebelsky, il vostro nume tutelare, è stato esplicito al riguardo: le elezioni non deve vincerle nessuno, mai, così il potere possono spartirselo tutti. Il feticcio dei pesi e contrappesi, dell’equilibrio istituzionale. Siete da sempre la zavorra di questo paese. Siete il male oscuro che divora l’Italia.

  • franco duzero

    Chissà come mai i renzioti sentono il bisogno di invadere questi sacri spazi? Forse gli rode qualcosa?

  • paolo

    A chi vuole le elezioni subito: date ascolto a chi in solitaria le voleva per rigore democratico nel 2014! Oggi lo stesso spiega che il consultellum bis è un ulteriore porcata con profili di incostituzionalità: è necessario armonizzare.
    Voi tutti avete lasciato soli quei leoni della democrazia che soli hanno difeso la sovranità popolare.
    Gli si diceva che in sostanza nulla sarebbe mutato ( 3 blocchi parlamento in stallo) preferendo la sostanza alla forma preludio questo di tutti i totalitarismi.

  • Walter Fidel Dos Cava

    Benissimo, Norma. Finalmente parole chiare e decise, specialmente nei confronti del partito Cinque stelle.