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Alias Domenica

Una androsfinge per Mallarmé

Tardo Ottocento francese. Nuova traduzione per «Eva futura» (1886) del bretone «maudit» Villiers de l’Isle-Adam, che anticipò il cyborg e il distopico: da Marsilio

Fotografia di Man Ray  dalla serie Bal  au château des Noailles, 1929 ca.

Fotografia di Man Ray dalla serie Bal au château des Noailles, 1929 ca.

Nella sua Storia della letteratura francese dal 1789 ai nostri giorni, pubblicata nel 1936, Albert Thibaudet annoverava Villiers de l’Isle-Adam (1838-1889) nel capitolo dedicato ai «reazionari», insieme a Barbey d’Aurevilly, Gobineau e Léon Bloy, precisando però che «l’opera del bretone allucinato e chimerico è assai più preziosa, per noi, che non quella del profeta Gobineau o del conestabile Barbey». Il critico menzionava i celeberrimi Contes cruels, «una delle vette del racconto francese», il dramma Axël e L’Ève future, «romanzo che anticipa la nostra civiltà meccanicistica e americanistica di oggi, la profezia del Daniele del cinema». D’altronde Verlaine aveva inserito lo...

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