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Cultura

Un teatro d’ombre care e necessarie

Poesia. Gli ottant’anni di Umberto Piersanti, tra versi e cine-poemi. Lo celebra «Campi d’ostinato amore», (La nave di Teseo), un’antologia sia pure composta di inediti, che racchiude tutto il suo universo percettivo. L’autore è testimone di luoghi che definisce «persi» o emarginati e di un tempo che chiama «differente»

Umberto Piersanti

Umberto Piersanti

C’è una pianta che, improvvisa come un paradosso fuori stagione, fiorisce a febbraio tra le pietre antiche di Urbino, il ranuncolo giallo denominato favagello: è la griffe elettiva di un poeta tra i nostri maggiori, Umberto Piersanti, nato a Urbino ottanta anni fa proprio di questi giorni e a bordo di una lettiga, come ha molte volte raccontato, che scivolava sulla neve ghiacciata giù per la discesa di via Raffaello. SE I NOMI DELLE PIANTE, per eredità pascoliana, sono il primo suo segnacolo, va appunto ricordato che la poesia di Piersanti nasce a propria volta sul principio degli anni Sessanta...

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