closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Alias Domenica

Un occhio clinico (con taccuino) sulla scena del delitto

Novecento italiano. Rina Fort, Ilse Koch «la belva di Buchenwald», il Vajont, il Polesine, Marcinelle... Torna negli Oscar, in edizione aumentata, La «nera» di Dino Buzzati: lo scrittore nel ruolo di cronista icastico al Corriere

Caterina Fort detta Rina durante il processo presso la Corte d’assise di Milano, 1950,  per la strage commessa nel 1946

Caterina Fort detta Rina durante il processo presso la Corte d’assise di Milano, 1950, per la strage commessa nel 1946

«Nulla è più misterioso del cuore umano». Con queste parole Dino Buzzati presentava il ritratto della ‘belva di Buchenwald’, moglie del comandante del campo di concentramento dove la donna aveva imperversato sui prigionieri con crudeltà indicibile. È l’autunno del 1947. Buzzati assiste al processo, e ne invia la cronaca al Corriere d’Informazione. Il titolo proietta un fascio di luce obliqua su una figura mostruosa: «La belva ha avuto un bambino». Ilse Koch, la «Valchiria vendicativa», ha dato alla luce un maschietto e il cronista imbastisce l’articolo su una apparente incongruità: come possa da una tale criminale venir fuori «una cosa...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi