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Cultura

Un mondo pieno di errori fantastici

Gianni Rodari. Si apre domani l’anno rodariano, che continuerà fino al 23 ottobre 2020. Critico nei confronti della scuola («riformatorio a ore» la chiama nel 1968) lo scrittore si avvicina al Movimento di cooperazione educativa e immagina una nuova figura di insegnante. L’idea di intellettuale collettivo mutuata da Antonio Gramsci lo accompagnò per tutta la vita. «Io considero mio committente il movimento operaio e democratico più che il mio editore»

Gianni Rodari con i bambini. A destra, piccola, illustrazione di Maki Hasegawa

Gianni Rodari con i bambini. A destra, piccola, illustrazione di Maki Hasegawa

Il 23 ottobre 1920 nasce a Omegna, sul lago d’Orta, Gianni Rodari. Piemontese cresciuto in Lombardia, adottato da Roma, con il cuore saldamente piantato in Emilia Romagna (la moglie è modenese), Rodari è stato il più grande scrittore di favole e filastrocche del Novecento italiano. Eppure, malgrado questo, troppo spesso, come ha scritto il maestro Mario Lodi, i suoi versi, le sue storie per l’infanzia, sono finiti come «uccellini in gabbia» in libri e antologie, addomesticati, resi innocui da una melassa di buoni sentimenti. OGGI CHE SI APRE l’anno rodariano, vorremmo invece provare a restituire un Gianni Rodari parte fondamentale...

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