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Editoriale

Un colpo di stato consentito dall’inerzia

Giorgio Napolitano

Poche ore dopo la pubblicazione della sentenza 1/2014 della Corte costituzionale, la ragione per la quale era stata dichiarata l’illegittimità costituzionale del Porcellum era scomparsa dai media di questo paese. La propaganda dei distruttori della democrazia mediante lo svuotamento dei suoi fondamenti e dei suoi strumenti la aveva già occultata dietro il fumo di parole come «premio», «soglia», «stabilità», «governabilità» ecc. I falsari di professione della politologia assoldati dai capi dei comitati elettorali che hanno sostituito i partiti politici si sono buttati subito a spostare l’attenzione sui tre sistemi elettorali proposti da Renzi dichiarando che erano tutti coerenti con quanto aveva affermato la Corte, l’esatto contrario della verità.

L’attenzione dell’opinione pubblica è stata così attratta dalla proposta risultante dalla «profonda sintonia» tra Renzi e Berlusconi, ora all’esame della Camera dei deputati. Proposta che mira alla riviviscenza del Porcellum camuffato ma aggravato in funzione degli interessi dei due «sintonici». Nulla a che fare quindi con la pronunzia della Corte, nulla a che fare con la costituzionalità di un sistema elettorale.

È diventato quindi quanto mai necessario, è doveroso, informare, gridare la verità accertata dalla Corte. Lo avevamo detto, ripetuto cento volte. Ora è sancito in modo univoco dall’organo della massima garanzia costituzionale. È quindi provato che l’Italia ha subito in sette anni tre colpi di stato. Quelli che ha inferto il Porcellum le tre volte che è stato applicato per le elezioni del parlamento della Repubblica.

Ben si sa che in nome della continuità dello stato, l’efficacia delle sentenze dichiarative dell’illegittimità delle leggi decorre dal giorno successivo al deposito della sentenza della Corte costituzionale. Ma la decorrenza dell’efficacia non sana, non assolve, non attenua l’illiceità della norma dichiarata incostituzionale. L’illiceità resta, è indelebile e imprescrittibile. Condanna per l’avvenire ogni riviviscenza. È tale quella cui mira il sistema elettorale Berlusconi-Renzi. Se questo progetto sarà approvato il colpo di stato sarà reiterato tutte le volte che il corpo elettorale sarà chiamato a votare.

Perché ogni volta sarà vilipeso, truffato, ripudiato il principio fondante della nostra Costituzione, dello stato di diritto, della democrazia, della civiltà giuridica: il principio di eguaglianza. Contrariamente a quel che la Corte ha prescritto si negherà che il «principio costituzionale di eguaglianza del voto esige che l’esercizio dell’elettorato attivo avvenga in condizione di parità in quanto ciascun voto contribuisce potenzialmente e con pari dignità alla formazione degli organi elettivi …». Si negherà anche che il «… circuito democratico definito dalla Costituzione, basato sul principio fondamentale di uguaglianza del voto … esige comunque che ciascun voto contribuisca potenzialmente e con pari efficacia alla formazione degli organi elettivi …». Invece che precluderle, si propone di riapprovare norme volte «al legittimo obiettivo di favorire stabili maggioranze parlamentari e quindi stabili governi …» ma che «producono … una eccessiva divaricazione tra la composizione dell’organo della rappresentanza politica, che è al centro del sistema della democrazia rappresentativa e della forma di governo parlamentare e la volontà dei cittadini attraverso il voto, che costituisce il principale strumento di manifestazione della sovranità popolare, secondo l’art. 1, secondo comma della Costituzione».

Si rovescerà quindi l’affermazione della Corte secondo cui quello della stabilità è un obiettivo legittimo ma non è né un principio né un fondamento dello stato costituzionale. E che perciò non permette «una illimitata compressione della rappresentatività dell’assemblea parlamentare» che il Porcellum commetteva e l’accoppiata Renzi-Berlusconi vuole reintrodurre. Si vorrà continuare a coartare «la libertà di scelta degli elettori nell’elezione dei propri rappresentanti in parlamento, che costituisce uno delle principali espressioni della sovranità popolare …».

La riproduzione testuale delle motivazioni salienti della sentenza della Corte costituzionale n.1 di quest’anno (presidente Silvestri, relatore e redattore Tesauro) è dovuta a incontestabili esigenze. Una è quella, peraltro duplice, di riferire quali sono le censure di incostituzionalità dichiarate, quali sono cioè le disposizioni normative che perdono ogni efficacia giuridica e che, per essere state giudicate illegittime, non sono riproducibili. Si è voluto così rispondere al dovere di informare esattamente del contenuto e della portata della sentenza. Di quel che una legge elettorale non deve contenere.

Da questa sentenza emerge però qualcos’altro e di più. Esplicita infatti l’oggetto e il contenuto del colpo di stato, come all’inizio ho chiamato il Porcellum. Una legge esemplare di quel tipo che imporrebbe il rifiuto di promulgazione da parte del presidente della Repubblica per violazione di un principio inviolabile della Costituzione e fondante della Repubblica. Rifiuto da opporre previa conferma parlamentare di tal tipo di legge rinviata alle camere dal presidente ai sensi dell’art. 74 della Costituzione, previo successivo ed eventuale ricorso alla Corte per carenza di potere promulgativo di leggi che travolgono i fondamenti dell’ordinamento costituzionale. L’inerzia del presidente allora in carica ha determinato l’effetto di tre legislature parlamentari elette con un sistema elettorale illegittimo. Un precedente che ha gettato l’Italia ai livelli più bassi della civiltà giuridica e politica. La Corte costituzionale con la prima sentenza di quest’anno ha provveduto a risollevarla. E, contraddicendo una celebrata dottrina, si è elevata, essa sì, a garante della Costituzione. Ma gli effetti devastanti già prodotti non potevano essere sanati. Non lo sono stati. Ne consegue un imperativo indefettibile: mai più.

  • Paolo

    “Porco!” disse il cittadino!
    “Ah si ? Fammi ricorso.” Rispose il porcello!
    “Ha ragione il cittadino” disse il giudice ma aggiunse :”i giochi però son fatti e dobbiamo prorogarli fino a nuove elezioni”
    “Ebbbene farò un altra porcata (bis) con la quale mettere al riparo me e i miei fratelli suini” meditò il porco

    dopo l’elezioni:

    “Porco!” disse il cittadino!
    “Ah si ? Fammi ricorso.” Rispose il porcello!
    “Ha ragione il cittadino” disse il giudice ma aggiunse :”i giochi però son fatti e dobbiamo prorogarli fino a nuove elezioni”
    “Ebbbene farò un altra porcata (tris) con la quale mettere al riparo me e i miei fratelli suini” meditò il porco

    dopo l’elezioni:

    “Porco!” disse il cittadino!
    “Ah si ? Fammi ricorso.” Rispose il porcello!
    “Ha ragione il cittadino” disse il giudice ma aggiunse :”i giochi però son fatti e dobbiamo prorogarli fino a nuove elezioni”
    “Ebbbene farò un altra porcata (quater) con la quale mettere al riparo me e i miei fratelli suini” meditò il porco

    e cosi vià finche un Presidente disse: “E no! a sentenza o sopspetto di porcata vi mando a casa io!”

    SUBITO NUOVE ELEZIONI
    Napolitano , sciolga le camere !!

  • Spartacus

    Sono d’accordo con l’editoriale di Ferrara. Rimane il fatto che bisogna quindi votare una nuova legge elettorale capace di garantire la governabilità ma anche la rappresentanza delle diverse sensibilità politico-culturali del paese.
    E non mi pare che sia inasprendo i toni, lasciandosi andare a gesticolazioni e farneticazioni (penso al “boia” utilizzato dal buffone di turno) che si risolve il problema.
    Il passato è passato, costruiamo l’avvenire.

  • Paolo

    non mi è chiaro come fai ad essere d’accordo con l’editoriale, se poi lo sconfessi immediatamente con le affermzioni che prorpio Ferrara mette in discussione.

    La governabilità è certamente un’obiettivo costituzionale ma non se comprime la sovranità popolare, la rappresentanza la libertà e l’uguaglianza del voto.

    “bisogna” chi? quale parlamento? Quello dei nominati e maggiorati oltremodo, quelli che hanno ideato voluto e mantenuto il porcellum quando era chiaro a tutti di che porcata si trattasse?
    Quello stesso parlamento che si fa blindare dalle segreterie,padronerie di partito violando l’art 67 della costituzione (vedi Renzi che mette in riga i suoi parlamentari);
    quel parlamento che a seguito dell’emergenza “è in arrivo la sentenza” non ha saputo porre rimedio, perchè no ritornando al mattarellum, ha garantito lunghe legislature o no?
    Ma forse avevano già pronta la porcata bis, che l’hanno tirata fuori nel momento giusto per togliere le luci del palcoscenico alle motivazioni della sentenza.

  • Spartacus

    Non vedo proprio in cosa io abbia sconfessato quanto affermato da Ferrara. Magari, visto che hai preso il tempo di replicarmi, prendi un po di tempo per leggermi.
    Fino a prova del contrario una nuova legge elettorale non può essere fatta che da questo Parlamento. Sennò da chi?
    Proprio perché legato alla Carta Costituzionale, non vedo chi altri possa fare una legge elettorale. Evitiamo di aggiungere confusione alla confusione.
    Sì, la governabilità è un’obiettivo, come lo è quello della giusta rappresentanza delle diverse sensibilità politiche.
    Non mi pare che questo faccia parte del progetto Renzi.

  • Paolo

    Scrivi “bisogna” e non è vero;
    scrivi “capace di garantire la governabilità ma anche ..” al primo posto sembra metti la governabilità al contrario di quello sostenuto dalla sentenza.

    Si vada al voto con la legge “sistemata” dalla consulta. E’ l’unica!

  • Spartacus

    Scusa, ma mi stai prendendo per i fondelli? Al primo posto non metto un bel nulla: governalibilità e rappresentanza sono due obiettivi contemplati dalla Costituzione.
    La Consulta non ha “sistemato” nessuna legge elettorale: non ne ha né il potere, né l’intenzione.
    Hai almeno una qualche nozione di diritto costituzionale?
    E non c’è alcuna possibilità materiale di fare marcia indietro facendo tabula rasa (ti rendi conto di cosa sarebbe il marasma di 8 anni di leggi invalidate? e poi chi dovrebbe sciogliere le Camere? un Presidente che non avrebbe nessuna legittimità perché eletto da parlamentari non legittimi?).
    La situazione italiana è tragicamente paradossale, ma non se ne esce disquisendo a vanvera.

  • Paolo

    leggi le motivazioni!
    e per cortesia,cito spartacus, prenditi il tempo di leggere prima di scrivere.

    Dove concludo che il parlamento è illegittimo? e chiedo il “rewind” di 8 anni? ho scritto restituire non risarcire.

    leggi le motivazioni!

    Il parlamento è legittimo per la continuità dello stato, simil prorogatio;
    ciò non toglie che non sono rappresentativi.

    Per lo stessso motivo,continuità dello stato, hanno evidenziato che la legge residua è buona per andare ad elezioni!! chiaro che possono fare un’altra legge.
    Qui il giudizio diventa politico:
    Lasciamo fare un’altra porcata?
    E dopo la porcata chiediamo le elezioni?

    Io sono per andare subito al voto, senza permettere di fare un’altra porcata, e che sia il parlamento prossimo a fare le riforme.

    p.s. esistono le sentenze additive.

  • Spartacus

    Le motivazioni le ho lette e le condividevo prima che fossero scritte, visto che sono (da sempre) per il proporzionale (al limite corretto con un piccolo premio alla coalizione con il maggior numero di voti).
    Qualsiasi sentenza della Corte (anche le additive) non fanno una legge (non è il suo ruolo costituzionale).
    Quindi, per quanto mi riguarda, continui a generare confusione.
    Per la legge, sì, certo, sono d’accordo con te, evitiamo altri danni.
    Ma con quali mezzi, visto che non abbiamo rappresentanza parlamentare?
    Ad ogni modo, come prevedibile, la nuova legge è cosa quasi fatta.
    Quindi, e ancora una volta, insisto, pensiamo a costruire la città futura, invece di perderci sul cos’è stato e come avrebbe dovuto essere.

    Temo, e te lo dico francamente, che con uno come te, rinchiuso in una sorta di autismo, non è possibile dialogare. Ti affezioni alle tue idee (che troverai sicuramente geniali) e il resto non t’interessa.
    Quindi hai poco da fare dell’ironia perché il tuo problema è che te leggi e rileggi solo quello che hai scritto tu.
    Un po renziano come atteggiamento.

  • Paolo

    Sarebbe far confusione ricordando che ” .. in occasione di una nuova consultazione elettorale, consultazione che si dovrà effettuare o secondo le regole contenute nella normativa che resta in vigore a seguito della presente decisione, ovvero secondo la nuova normativa elettorale eventualmente adottata dalle Camere” (motivazioni sentenza)
    o è chiarificatorio?

    mi unisco all’appello di Ferrara ” E’ diventato quindi quanto mai necessario, è doveroso, informare, gridare la verità accer­tata dalla Corte” perchè tra le verità della corte c’è anche la possibilità di andare subito a nuove elezioni.

    E’ chiaro che i giochi son quasi fatti ma ignorare, o far ignorare, che si poteva fare altrimenti induce a pensare che la “meno-peggio” legge che possa esprimere questo non-rappresentante parlamento la si debba accettare in ragione di un “chi avuto ha avuto …” o di un realistico atteggiamento, questo si Renziano.

    Pensiamo a costruire la città futura.
    Chiederemo con forza elezioni anticipate ?

    Ti saluto in virtù del fatto che avvolti in una sorta di autismo non è possibile dialogare.