closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Editoriale

Tutti giù dal carro

Il candidato sindaco del Pd a Roma Roberto Giachetti

Chi sale e chi scende dal carro del vincitore ha in comune la dote della velocità, del tempismo.

Dalle trionfali elezioni europee del 40% a queste comunali dell’emorragia nelle grandi città sembra trascorso un secolo, e tira aria di un fuggi fuggi generale.

Finiti i tempi dei laudatores in fila alla porta di palazzo Chigi e del partito, quando davanti alla televisione assistevamo alle repentine metamorfosi renziane dei fu bersaniani di ferro, quando i cespugli d’ogni stagione erano pronti a fare da contorno al giglio magico.

Ancora all’inizio della campagna elettorale per le amministrative, i sindaci sicuri di farcela al primo turno sembravano contendersi il corpo del leader, felici di poterlo esibire ai loro aperitivi (le piazze sono passate di moda, solo i 5 stelle hanno osato chiudere la campagna a piazza del Popolo, premiati dalle urne).

Poi dopo la batosta del 6 giugno sembra iniziata la corsa a scendere dal carro. Ormai è una gara a tenere il presidente-segretario alla larga dai ballottaggi, e perfino lo stesso Renzi sembra volersi allontanare un po’ da se stesso (il giorno del voto sarà a Mosca da Putin).

Il severo prosciugamento dell’insediamento sociale del Pd, il rischio di perdere al ballottaggio, spingono i candidati sindaci di Torino, Bologna e Milano lontani dal premier. Quel suo ostinarsi a derubricare il voto locale per concentrarsi su quello del referendum costituzionale è stato un errore e per questo non lo vogliono accanto in questi ultimi giorni di campagna elettorale («Io non sono del Pd, sono un manager», così Sala in Tv).

Ieri lo hanno fischiato non i centri sociali, ma i commercianti riuniti nell’assemblea della Confcommercio, la pancia della piccola impresa familiare, una parte del ceto medio colpito dalla morìa delle saracinesche nelle città, fenomeno triste e evidente camminando per le strade di Roma.

Ma essere vittime della crisi (e della rendita che piuttosto che affittare a prezzi sostenibili preferisce bastonare il piccolo artigiano) non ha impedito ai commercianti di fischiare il premier sugli 80 euro, cioè di prendersela con chi ha stipendi che non arrivano ai 1500 euro al mese. E mentre l’assemblea rumoreggiava il capo dei commercianti affossava la sbandierata ripresa «senza slancio, senza intensità, senza mordente».

Questo governo non ci è mai piaciuto. Le sue riforme economiche (ieri sono scesi in piazza i metalmeccanici per il contratto nazionale di lavoro) segnano l’abbandono della difesa dei più deboli consegnati alle logiche del liberismo. Quelle costituzionali seguono la stessa filosofia con l’adeguamento del sistema parlamentare alla logica dell’assetto economico.

Tuttavia lo spettacolo della fuga generale dal leader che barcolla è solo l’altra faccia, un po’ indecorosa, della medaglia.

  • giocapa

    Analisi completamente sbagliata. Il PdR non ha preso una stangata, lo dicono i numeri. Il 20 sapremo che cosa succede , ma qualsiasi cosa succederà non assisteremo alla nascita di una alternativa seria al PdR, con buona pace dei neofeudalisti che aspettano il momento di rientrare in gioco. O la Rangeri pensa che questa destra ( con Berlusca in bilico ormai) o il M5S siano in grado di Governare questo Paese? Naturalmente è anche possibile che succeda tutto o il contrario di tutto ma oggi non possiamo che limitarci ad una analisi più possibile razionale. Che poi si finisca col definire la Confcommercio “la pancia della piccola impresa familiare” – e la Confesercenti cosa sarebbe, la cistifellea? – pur di costruire una sorta di telenovela politichese e raccattare un minimo di sostegno alla presunta “rotta renziana” dà l’idea della debolezza dell’analisi della Rangeri. Nell’ Assemblea detta si è fischiato gli 80 euro non Renzi! Era una protesta per quei soldi “buttati” in quella maniera invece che metterli in tasca a loro! D’altronde si è mai visto un commerciante capace di connettere il loro fatturato con la grana che circola nelle tasche dei loro clienti? Mai! Quando entrò l’euro in Italia si sbrigarono a cambiare le 1000 lire con 1 euro, magazzini di valore raddoppiato da un giorno all’altro e tanti appartamenti che passarono nel portafoglio dei commercianti e poi….gente senza una lira e chiusura dei negozi! La prova? I protestanti hanno finito con un bel selfie con Renzi! Non confondere dunque la difficoltà di un Governo a metà del guado dentro elezioni sotto il tiro di un facile populismo – che in Europa sta facendo macelli ben più cruenti! – con la crisi dell’unico Gverno che oggi dà, perfino ai suoi detrattori, la garanzia che alla fine qualcosa si sta muovendo! La Realtà, la Realtà, è nelle sue conseguenze mica nelle sue premesse!

  • Francesco Spanò

    Ciao Giocapa, non capisco se pensi che la destra o anche il M5S siano capaci di governare “peggio ” di Renzi. Questo mi sei,bra quasi impossibili. II macelli più cruenti di quelli di Renzi a dire il vero li vedo solo in Grecia, ma i disastri che questo go vero fa ad ogni elemento dello stato sociale non hanno pari nella storia del paese . per non parlare delle riforme costituzionali che sono il vero colpo al cuore sia della democrazia che dello stato sociale. Certo che qualcosa si muove: verso il baratro. Bisogna muoversi in direzione radicalmente opposta. Sarei curioso di conoscere l’interpretazione dei dati che dicono che il PD non ha preso una stangata. Forse la Rangeri non ci prende completamente, ma sta nei piccoli segnali che si vede quello che arriva.

  • nachtigall

    Si vede forse il logo del PD nei manifesti elettorali di fassino, si sala o di giachetti?
    Ma si vergognano?
    Ecco mi pare che questi fatti siano la prova più evidente della crisi del populismo deteriore renziano.

  • giocapa

    Ovviamente non sostengo che è stato un trionfo ma sicuramente NON una stangata, la disfatta sulla quale si basa l’analisi di sopra. Sulla presunta stangata c’è poco da dire, basta considerare il conto e il confronto dei voti assoluti – dal quale si evince la famosa perdita di consensi – come un metodo errato dato che lo è! Infatti quel che conta è la % dei votanti non certo quanti votano visto che si sta parlando di elezioni. Se parlassimo di sociologia delle elezioni alora sarebbe d’obbligo considerare l’astensionismo. Ora tocca a me con le domandine: posso sapere uno dei “macelli cruenti” che tu attribuisci al Governo Renzi? T’assicuro che me ne basta uno. Prego…..

  • fabnews

    le poche volte in cui la Rangeri ha completamente ragione e’ quando parla di Renzie…. Poi quando si mette a sostenere Tsipras o i grillini, allora le crolla tutta la credibilita’ da sotto i piedi….
    Ma ti faccio una domanda, tu credi esista un altro quotidiano on-line in cui si possano esprimere commenti e critiche pesanti alla direzione senza essere censurati (tipo il foglio, il fatto, ecc.)?

  • mario cassarano

    IL 5S A LIVORNO TAGLIANO LO STIPENDIO AI LAVORATORI E VOI STATE ZITTI?
    Nogarin: ‘Presto piano epocale su Aamps’
    Azienda: ‘Spalmare 13 milioni sulla Tari’
    Alle quattordicesime taglio di due terzi
    •LA SINISTRA CHE APPOGGIÒ NOGARIN PERDE DUE CONSIGLIERI
    E VOI CONTINUATE AD APPOGGIARE LA RAGGI?
    VERGOGNA