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Internazionale

«Trump traditore»: Erdogan si affida a russi e cinesi

Turchia. Ankara all’attacco dei social, aperte inchieste su 346 account. Moneta sempre più giù. Il governo non intende tagliare la spesa né rivolgersi all’Fmi, ma guarda a Pechino. E Lavrov in visita porta la rimozione dei visti per i turchi, in cambio di un passo indietro in Siria

Clienti in un ufficio di cambio valute a Istanbul dopo un’ulteriore svalutazione della lira turca

Clienti in un ufficio di cambio valute a Istanbul dopo un’ulteriore svalutazione della lira turca

Un assedio economico. Con queste parole ieri il presidente turco Erdogan ha sparato l’ennesima bordata contro quei nemici che cercherebbero di mettere la Turchia in ginocchio attraverso le leve del mercato capitalista. «Il tasso di cambio attuale non ha alcun fondamento. I fondamentali della nostra economia sono robusti», ha tuonato il presidente. Parole non apprezzate dai mercati, che hanno trascinato ulteriormente verso il basso sia la lira sia l’indice della borsa di Istanbul, mai così male dal 2009. Gli investitori si aspettano che il governo turco riconosca le debolezze dell’economia del paese: inflazione galoppante, deficit commerciale, debito privato fuori controllo...

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