closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Editoriale

Trasformismo capitale

La colata di 900mila metri cubi di cemento si farà. L’incontro tra il Campidoglio e i costruttori è andato bene e nello stesso momento in cui praticamente si chiudeva l’accordo, l’assessore all’ambiente Paolo Berdini ha rassegnato le dimissioni «irrevocabili». A dimostrazione di quale fosse la sostanza di uno scontro ammantato di gossip.

Dopo tante giostre, tutto va al suo posto, come purtroppo è sempre andato, a Roma e dintorni. Con rare eccezioni che confermano la regola aurea della città: vincono i costruttori, perdono i cittadini, specialmente quelli di fede romanista visto che stiamo parlando del nuovo stadio giallorosso.

Ormai la grande opera è stata spiegata nel dettaglio. Il plastico mostra grattacieli, una distesa di edifici, ponti e il grande fiume che gli scorre accanto.

Sappiamo che solo circa il 14% della struttura edilizia di Tor di Valle sarà riservata allo stadio. Sappiamo che tutto il resto è manna palazzinara.

Sappiamo anche che i 5Stelle sono dei gran chiacchieroni, sempre in trincea contro tutto e tutti, salvo poi scoprirsi sensibili agli affari che fruttano popolarità, come indubbiamente è il caso dello stadio della Roma (con Totti sceso in campo per reclamarlo). Il vizietto del trasformismo, male antico della politica italiana, colpisce tutti, nuovi e vecchi politici, e il suo eterno spettacolo è benzina sul fuoco della disaffezione dei cittadini dalla cosa pubblica, è concime per il terreno dell’astensione.

Che tristezza vedere e ascoltare gli interventi degli allora consiglieri Raggi e Frongia (giunta Marino dicembre 2014), intervenire in assemblea contro la delibera che avviava il grande sacco degli anni duemila. Citano l’Istituto Nazionale di Urbanistica, chiedono alla maggioranza della giunta marziana di fermarsi, di non infliggere alla città un colpo così micidiale. Discorsi accorati, inviti a fermarsi per non avallare «l’operazione che stravolge la lettera e lo spirito del piano regolatore». Poi i pentastellati sono andati al governo della Capitale e, come dice la canzone, todo cambia.

  • roccosiffredi

    Ma, c’è da rimanere basiti di fronte ad uscite demagogiche ed in malafede come questa. I 5s anzitutto all’epoca combattevano una decisione ancora da prendere da parte di una giunta che sappiamo quanto ci tenesse alla correttezza e limpidezza delle proprie decisioni. Una volta che quel consesso di galantuomini ebbe deliberato la pubblica utilità dell’opera c’era poco da inventarsi se non trattare e cercare di limitare i danni che non sappiamo a quanto ammonteranno. Se la signora Rangeri preferirebbe vedere impegolato il Comune in una causa risarcitoria per decine di milioni dovrebbe dirlo apertamente, senza lasciare intendere che la scelta si riduce invece ad ecomostro sì ecomostro no. E il dottor Berdini avrebbe semplicemente dovuto dare le dimissioni qualche mese fa, non adesso. Ma da uno che si è comportato come lui è vano aspettarselo.

  • Alfredo

    Come volevasi dimostrare anche i 5 stelle si piegano ai poteri forti.

  • franco duzero

    La speculazione edilizia è sempre stata il motore dell’economia delle città. Mi domando se non ci sia una via alternativa a questo scempio del territorio. Per curiosità ma l’impianto che si vede vicino all’area prescelta non è per caso il depuratore, sai che piacere assistere alla partita con la puzza fissa.

  • alfa, ☭ ✪ Basta buonismo!

    ma quale causa? di che blateri?

  • Vittorio Marchi

    finalmente una posizione senza ma ne bah contro i 5s. Davvero c’è voluto tutto questo tempo per capirne la natura ?

  • Vittorio Marchi

    non c’è traccia su questo punto delle penali nelle dichiarazione della raggi, che farebbe molto meglio a chiarire sul metodo invece che riservare le sue poche e stentate uscite a poco credibili ostentazioni di innocenza e genuine espressioni di stizza . Per il resto, sarà di sicuro come dice lei. In ogni caso qualche milione di multa comparano con uno scempio costruito su un terreno alluvionale e i futuri, del tutto prevedibili, costi a carico della collettività ? E non sarebbero una inezia di fronte al risultato storico di avere cambiato la politica urbanistica della città ? Infine come si è comportato il sig. Bernini ? Non ho ben capito il suo “virgolettato”. Ho visto invece un bel linciaggio della sua figura il cui obiettivo diventa ora chiaro. Penoso aver frainteso la natura di codesto movimento, certo. Ma mi pare che stia pagando per questo. Il resto è solo dossieraggio e sciacallaggio della peggio specie. E davvero è inconcepibile che lei non riesca ad accorgersene nella sua apologetica di santa raggi.

  • roccosiffredi

    Se Lei legge soltanto il manifesto certamente non troverà traccia delle dichiarazioni della Raggi, si informi altrove. Non si tratta di qualche milione di multa. Lo stadio non è uno scempio, dato che prima lì c’era un ippodromo (mai allagatosi, a quanto risulta). Il problema è il contorno: chieda informazioni all’onesto sindaco Marino: Lei sicuramente si sarà indignato quando venne concessa da questo triste figuro la pubblica utilità, vero?
    Quanto alcomportamento del “signor” (si fa per dire) Berdini (magari fosse stato Bernini) La rinvio alla lettura di altre testate. Virgolettati miei non ne vedo.