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Internazionale

Torna l’incubo della «City of Hate» ma vissuto su Twitter e Facebook

Social network. Per i movimenti civili il web è diventato strumento tanto di difesa quanto di denuncia

Un salto all’indietro di quasi 50 anni, per gli Usa, ma con mezzi di comunicazione diversi: «Questo è quello che deve essere stato il 1968» si è letto e riletto su Twitter. Gli omicidi di Alton Sterling e di Philando Castile sono stati immediatamente di dominio pubblico, catapultati in rete, praticamente in diretta, come nel caso della fidanzata di Castile che tramite Facebook livestream ha mostrato la morte del proprio compagno. I social media per i movimenti, ma per Black Lives Matter in particolare, sono il sostituto del 113, quel numero che dovresti digitare se sei in pericolo, ma se...

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