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Reportage

Sull’aborto, la frontiera dell’Europa dei diritti

Polonia. I medici sottoscrivono una «dichiarazione di fede» per disattendere la già restrittiva legge. Viaggio nel Paese ipercattolico dove è legale solo l’interruzione di gravidanza terapeutica, eppure a causa dell’alta percentuale di medici obiettori di coscienza le donne sono alla mercé delle "mammane" o costrette a espatriare verso le cliniche slovacche. Ma stavolta il premier Donald Tusk ha richiamato i sanitari agli obblighi di legge. Un primo piccolo argine ai fondamentalisti

Polonia, manifestazioni di oltranzisti cattolici antiabortisti

Polonia, manifestazioni di oltranzisti cattolici antiabortisti

Tutto è pronto per partire. Le due piccole valigie sono state caricate nel portabagagli. Sarà un soggiorno breve. Si tornerà a casa il più presto possibile. Il viaggio sarà lungo. Per arrivare a Levice, una piccola città della Slovacchia, da Varsavia ci vogliono 8-10 ore di macchina. Piotr, 26 anni, studente universitario, ha pensato che fosse meglio partire in prima serata, fare la strada con calma, magari una piccola sosta per sgranchire le gambe e riposare qualche ora, così da arrivare puntuali alla clinica. Con lui c’è Magda, la sua ragazza, 24 anni, anche lei studentessa universitaria. Giungono a Levice...

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