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losangelista

Zoot Suit

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In attesa delle molte prossime ricorrenze dei 40 anni del 1969 – quella di Woodstock che cadra’ in agosto per esempio, e quella in questi giorni dell’uscita di Easy Rider – notiamo un altro anniversario, di un evento molto meno consociuto ma con una risonanza maggiore almeno qui a Los Angeles. Ricorrono questa settimana 66 anni dai famigerati Zoot Suit Riots, le prime grandi sommosse  in una citta’ che sarebbe stata scossa ancora nel 1966 (Watts) e poi nel 1992 (Rodney King) da violente conflagrazioni razziali. Le rivolte dei zoot suit prendono il  nome dagli splendidi  vestiti portati dai Pachucos, i ragazzi ispanici precursori dei chicanos che usavano ascoltare jazz e fumare marijuana nei barrios della citta’. Nel giugno del 1943, una rissa fra un gruppo di loro e alcuni marinai in licenza degenero’ in una serie di colltuttazioni e infine una serie di spedizioni punitive organizzate da migliaia di marinai e soldati mobilitati nelle basi militari della citta’, contro giovani ispanici. Per una settimana i soldati entrarono in bar e locali, trascinando ragazzi da cinema e case per strappare loro i vestiti e picchiarli selvaggiamente nell’indifferenza generale della polizia. La violenza si estese in seguito ai quartieri neri del sud della citta’ con l’incitamento di giornali come il Times che pubblico’ titoli come “ragazzi in uniforme danno una sonora lezione ai facinorosi”. Un capitolo doloroso di LA ricordata pero’ anche in qualche modo come evento fonsdativo dell’identita’ della grande citta’ piu’ ispanici d’America.

  • Antonio

    Per questo: “Zoot suit murders” di Thomas Sanchez.
    Non esattamente un capolavoro noir…tant’è, per l’occasione va riletto.
    Se non ricordo male, ci tornò sopra anche Oscar Zeta Acosta, sfiorandolo, credo in “The revolt of the cockroach people”. Questo sì, in realtà, imperdibile.

    Grazie per averlo ricordato