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losangelista

Youtube 2.0 – Palinsesto permanente

http://www.youtube.com/watch?v=-89E1I_SVeU

Un articolo del New Yorker si occupa questa settimana di Youtube e del progetto della casa madre, Google,  per  convertire  il videonetwork sociale in emittente web, cioe’ da rete video fondata sul crowdsourcing anarchico e “orizzontale” a produttore di content a scopo commerciale e  distributore on-demand (gia’ visibili sui computer americani film e  programmi Sony, Warner Bros, Universal e Showtime affittabili su Youtube al costo medio di $3.99). Per quanto riguarda i video prodotti dagli utenti il progetto e’ di aggregarli sempre piu’ in “canali tematici”. E Youtube in questo caso ricopre anche il ruolo di produttore finanziando canali “professional”  che si impegnano a produrre vlog, webisodes e intrattenimento vario caricato in regolari puntate con un modello di condivisione dei proventi pubblicitari. Per il momento ne sono stati finanziati un centinaio compresi un canale dance promosso da Madonna e uno gestito da Jay-Z. Shaquille O Neal debuttera’ il Comedy Shaq Network e Tony Hawk lancera’ un canale skate. Insomma il progetto e’ di usare la piattaforma social network per generare contenuti “premium” in streaming capaci di differenziarsi da quelli amatoriali e di generare traffico pubblicitario; con l’idea di sottrarre ancor piu’ pubblico ai media generalisti.  Lo streaming via internet si avvia cosi’ inevitabilmente a diventare piattaforma alternativa alla TV, al cavo e al digitale. Esistono divergenze ancora  fondamentali;  come scrive sul New Yorker John Searbrook: “la differenza cruciale fra la cultura digitale e quella dell’intrattenimento e’ che la prima e’ fondata sull’abbondanza dell’offerta e la seconda sulla scarsita’ controllata”.  Malgrado questo la nuova Youtube dimostra che e’ sempre piu’ netta la convergenza fra media “industriali” e la rete nata come alternativa. Il modello e’ gia’ funzionale su siti come Hulu e Netflix (anche questi funzionanti solo da IP USA) con vasti cataloghi di film, serie e documentari visibili gratis o con abbonamento mensile. Netflix che ha trovato enorme successo come servizio di videonoleggio via posta e in seguito streaming (imminente l’inaugurazione in Spagna e Inghilterra) ha da poco diffuso il trailer (sopra) della prima serie  fiction prodotta specificamente per internet. “Lilyhammer” e’ una dramedy su un pentito di cosa nostra (Stevie Van Zandt dei Sopranos) trasferito in Norvegia. Per quanto  riguarda Youtube in palio c’e pero’ l’anima democratica che ha caratterizzato i primi 5  anni del sito.  La sua annunciata metamorfosi, gia’ visibile nella nuova veste grafica del sito lanciata qualche settimana fa con un enfasi sui “canali” cui si e’ invitati ad “abbonarsi”,  e’ in linea con la tendenza  generale  di internet – il ruolo sempre piu’ esplicito di Amazon come editore per fre un altro esempio. Rimane da vedere quanto questo sia uno svilupppo positivo per tutti noi che di internet siamo produttori/utenti.