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losangelista

West Hollywood Party

Festa a San Francisco dove gli attivisti hanno atteso la sentenza della nona corte distrettuale sui gradini del tribunale federale, festa con rumoroso corteo a West Hollywood la piccola municipalita’ gay dove il sindaco Jeff Prang a suo tempo ha sposato il marito come altre decine di migliaia di californiani nella “summer of love” del 2008 quando per alcuni mesi i matrimoni fra persone dello stesso sesso sono stati legali, prima di venire  bloccati da un referendum “restauratore”, la famigerata prop 8. Festa al municipio di Los Angeles con un rally indetto dal sindaco Antonio Villaraigosa  per celebrare la sentenza, appunto, che ieri ha dichiarato anticostituzionale il referendum perche’ mirato a privare una parte dei cittadini, e solo quella parte, di diritti acquisiti per vie legali. L’ultimo capitolo insomma della vicenda “formativa” del moderno movimento gay in America, e’ la decisione legale di considerare i diritti degli omosessuali una questione di diritti civili, che come quelli di altre minoranze protagoniste delle grandi battaglie del dopoguerra, non puo’ sottostare alle opinioni della maggioranza ma deve anzi venire protetta dalla tirannia di quest’ultima per il maggiore bene civile. Per la verita’ non e’ chiaro che a livello nazionale la cosiddetta difesa del matrimono tradizionale sia appoggiata da una maggioranza,  semmai e’ evidente la volonta’ della destra conservatrice di farne il perno dell’ultima culture war, un grimaldello di divisione politica che in una contesa stagione elettorale potrebbe decidere l’esito del voto in alcuni stati chiave (il che spiega la timidezza di Obama nel prendere una posizone netta in merito). In attesa dell’inevitabile nuovo appello e di una possibile udienza della corte suprema, la California festeggia intanto questa vittoria, tappa necessaria sul percorso che la portera’ inevitabilmente a unirsi a New York, Massachussets, Connecticut e Iowa come stato del “diritto al matrimonio”. E quindi fa festa anche chi magari non considera la convenzione sociale del matrimonio una rivendicazione necessaria o perfino auspicabile, magari pensa all’inevitabile successivo diritto al divorzio o magari, semplicemente, capisce la voglia di egualianza.