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Lo scienziato borderline

Votate, almeno una volta

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Da giovane ero un po’ anarchico. Da ragazzino, intendo. Così mi ritrovai assieme ad alcuni compagni, sarà stato intorno al 1980, a bruciare pubblicamente il mio certificato elettorale innanzi alla Questura. Era un reato, a quanto ebbi modo di verificare, anche perché il bruciamento fu accompagnato da un po’ di intemperanze verbali. Fatto sta che dalla Questura, dove mi trovavo temporaneamente ospite dopo quella “ragazzata”, telefonarono ai miei familiari, che mi venissero a recuperare.

Fortunatamente intercettò la chiamata mio padre Stefano, un uomo molto paziente, che venne lui a prendermi. Tornando a casa in macchina, non mi disse nulla di agitato. Mi invitò solo a riflettere: era forse comprensibile – come sostenevo io – ribellarsi a decenni di “malgoverno democristiano” (ricordo che usavo quella stessa frase che poi Nanni Moretti fece diventare un ironico luogo comune). Tuttavia, mi disse mio padre, dovevo anche pensare che, per mettermi in mano quel certificato elettorale, avevano lottato ed erano morti i miei eroi di allora e di oggi, i partigiani.

Nemmeno in quell’occasione mio padre mi parlò della sua passata appartenenza alla gioventù del Partito d’Azione, della sua militanza in Giustizia e Libertà risalente al febbraio 1945, del suo antifascismo. Lo seppi molto più tardi.

Ricordando questo episodio, vorrei dare spazio ad una iniziativa della quale si è fatto promotore con un appello il mio amico Roberto Morgantini, a Bologna, dove si voterà per le elezioni amministrative. Ci sono circa 12.000 cittadini residenti a Bologna che provengono da altri paesi dell’Unione europea. Ma solo un migliaio si è iscritto alle liste elettorali per esercitare il diritto al voto. Roberto Morgantini, vicepresidente di Piazza Grande e fondatore delle Cucine popolari, ha deciso di lanciare un appello ai candidati di Pd, lista di Amelia Frascaroli, M5s e Coalizione civica. Cioè di forze politiche che si sono – in passato – espresse a favore dell’integrazione, e non contro.

“Ho pensato fosse importante chiedere alle forze politiche in campo di fare un appello insieme perché questi cittadini esercitino il loro diritto al voto e loro hanno risposto tutti positivamente, dando la loro disponibilità”. Entro il 30 aprile ci si può iscrivere alle liste elettorali.

Tutte le forze politiche interpellate, a partire dall’attuale sindaco di Bologna, Virginio Merola, hanno aderito. Per questo appello al voto indirizzato ai cittadini stranieri, si pensa a incontri con le comunità presenti a Bologna. “Mi sembra che in un momento come quello che stiamo vivendo, con gli attentati che hanno colpito il cuore dell’Europa, un appello come questo possa essere un richiamo all’unità: e poi avere la possibilità di esercitare il voto è il primo passo verso l’integrazione dei cittadini di origine straniera”. Ben detto, Roberto. Ti ho mai detto che in certe cose mi ricordi mio padre?

È passato del tempo, da quel giorno in Questura per me, e quindi rilancio qui l’appello ai cittadini stranieri residenti a Bologna, anche se a modo mio:

Votate, almeno una volta, se volete.

Magari poi vi piace, e lo rifarete. Magari no, e rispetterò anche questa decisione. Ma vale la pena provare, come poi feci io, ascoltando mio padre.

Già che ci sono, estendo questo appello anche al voto al Referendum del 17 aprile “sulle trivelle”. I cittadini comunitari stranieri qui non possono votare, ma ci sono molti giovani per i quali questa sarà la prima occasione per “andare alle urne”. Bene: li inviterei ad andare a votare, almeno questa volta. Ed esercitando questo diritto, ribellarsi a chi – con imperdonabile supponenza – li invita ad “andare al mare”: diamogli una mano, al mare, ed andiamoci soltanto dopo aver votato al referendum, che lo riguarda così da vicino.

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