closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
FranciaEuropa

Volano gli insulti tra Parigi e Bruxelles

Il Ps, bruciato dall’esclusione al ballottaggio della legislativa suppletiva del Lot-et-Garonne (zona tradizionalmente di sinistra, dove ha vinto l’Ump, e il Fronte nazionale ha registrato un’impennata), se la prede con Bruxelles e l’impossibilità di attuare una politica diversa dal rigore imposto a tutti gli stati in deficit eccessivo. Per Arnaud Montebourg, ministro del Rilancio produttivo, “Barroso è il carburante del Fronte nazionale” (“e di Beppe Grillo”), perché qualunque cosa votino i cittadini, i governi sono obbligati a fare la stessa politica dei predecessori. La tensione era già forte tra Parigi e il presidente della Commissione, che ha definito “reazionaria” la posizione francese  di difesa dell’eccezione culturale, che ha portato all’esclusione (per il momento) dell’audiovisivo dal tavolo del negoziato per il Titip (trattato di libero scambio) con  gli Usa. Bruxelles ha risposto con un comunicato di fuoco: “quando attaccano la mondializzazione, le riforme economiche, l’Europa e le sue istituzioni i sovranisti di destra e sinistra sono uguali”. Per la Commissione, “bisognerebbe che alcuni responsabili politici francesi abbandonassero certe ambiguità nei confronti dell’Europa”.    Il commissario Michel Barnier è intervenuto ieri al briefing parigino di preparazione del Consiglio europeo di giovedi’ e venerdi’, per prendersela con Montebourg, definendo “un’insopportabile facilità scaricare su Bruxelles” le responsabilità politiche nazionali. “Montebourg accusa Barroso di essere responsabile della crescita del Fronte nazionale – ha detto Barnier – ma faccia invece il suo lavoro, l’Europa puo’ aiutare, ma è compito del governo”. Barnier, che ha pero’ ammesso che a Bruxelles regna “una linea ultraliberista da 25 anni”, ha ricordato che come commissario sta lavorando per “ritrovare una linea  di economia sociale di mercato competitiva”. Ma il suo compagno di partito, l’ex primo ministro Alain Juppé (che è sempre stato molto pro-europeo), si è schierato con Montebourg: “Barroso è totalmente arcaico – ha affermato – deve avere una visione del mondo che risale al ’58”. Per Juppé, nelle trattative commerciali, “bisogna esigere reciprocità” e “difendere i nostri interessi”.

  • Spartacus

    Europeista convinto, credo che Montebourg (e Juppé) abbiano ragione nella polemica con Barroso e le politiche ultraliberiste dell’U.E.
    Trovo peraltro fuori luogo le reazioni di Bruxelles (anche se sono contro i “sovranisti” di destra e di sinistra) perché il mandato della Commissione sfugge a qualsiasi istanza democratica (di delega in delega) e non risponde di fronte ai cittadini-elettori del proprio operato.
    Direi in questo senso che lo statuto della Commissione è un significativo dell’incompiutezza del processo di unificazione degli stati europei. Ciò che a mio senso, finisce per favorire i “poteri forti” e gli stati “forti” (come la Germania, ma anche, per certi versi, la Francia).
    Sarebbe interessante se la polemica continuasse perché permetterebbe di far emergere contraddizioni, opacità e aberrazioni delle istituzioni europee, che sembrano voler reggersi su un sistema a democrazia limitata.
    Un’altra Europa è possibile.