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Lo scienziato borderline

Visitate il MUOS con me?

Il 28 maggio 2013 sono entrato nella base NRTF del MUOS di Niscemi, così come il 23 marzo dello stesso anno ero entrato nel cantiere TAV a Chiomonte, per lo stesso motivo: sono un cittadino italiano che esercita il proprio diritto di accesso a parti del territorio nazionale sottrattegli mediante militarizzazione. Sono stato il primo a farlo in entrambi i siti, ma tutti presto o tardi eserciteranno lo stesso diritto: io lavoro per questo.

Il MUOS era ancora da montare. Ed io, un po’ di nascosto, sono stato il primo a girare un video dentro la base NRTF.

Volete entrare anche voi?

(Se il vostro browser non lo visualizza, cliccate su questo link di youtube)

Ora che è montato, questo documento è già storia. Quel 28 maggio accompagnai due parlamentari italiani di SEL, Erasmo Palazzotto e Donatella Duranti, in una visita al MUOS. Durante e dopo il confronto con gli esperti statunitensi, rimasero intatte tutte nostre perplessità. Inutile ritornare sulla mancanza di dati sufficienti per stimare – al di là di misure in certi punti – il reale impatto dei campi elettromagnetici emessi fin dal 1991 dalle antenne già esistenti del NRTF, ed anche sull’assenza di informazioni sufficienti per determinare l’impatto del MUOS nella zona cosiddetta “di campo vicino”, ovvero intorno a 67 km dalla stazione. Poi la discrepanza sulla valutazione delle misure dell’ARPA, secondo le autorità militari al di sotto dei limiti di legge, ma non secondo noi, e anche il contrasto sulla esistenza della stazione NRTF-MUOS all’interno del Parco Naturale della Sughereta di Niscemi, Sito di Interesse Comunitario (SIC).

Le altre tre stazioni di terra sono in funzione in stati dove i limiti di legge per i campi elettromagnetici non tutelano la popolazione dagli effetti a lungo termine e sono, quindi, cento volte più alti dei nostri. Il MUOS poi dovrebbe sostituire un altro sistema di telecomunicazioni militari ormai obsolescente, ma che non ha nulla a che vedere con le 46 antenne esistenti che, pertanto, rimarranno attive.

Il sistema MUOS è già oggi attivo grazie alla presenza dei satelliti e delle altre tre stazioni di terra, nonostante il blocco dell’ultima stazione a Niscemi non consenta la “copertura” di una parte del globo terraqueo che è ovviamente di estremo interesse strategico per gli USA. Proprio per questo i vertici militari sia statunitensi che italiani hanno ribadito l’importanza strategica del MUOS e della sua ubicazione a Niscemi. La Sicilia rivestirebbe un ruolo militare unico al mondo per la sua posizione geografica: e l’Italia, con infelice assonanza, è sempre definita “una portaerei nel Mediterraneo”.

Quel 28 maggio i militari si dissero certi dell’esito positivo e rassicurante dello studio dell’Istituto Superiore di Sanità sul MUOS: a distanza di qualche mese, è facile comprendere questa loro preveggenza.

Qui ci sono le altre foto che scattai quel giorno. Io ho visto il MUOS smontato, spero di poterlo rivedere presto così.

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E non com’è ora, in questo video di Repubblica TV girato qualche giorno fa: