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Napoli centrale

Violata la zona rossa del governatore Caldoro

 

Due cortei, due sit in e un gazebo in via Santa Lucia, così i manifestanti hanno sfidato il divieto della questura che proibiva i picchetti davanti alla sede della giunta regionale. Per questo non sono mancati i momenti di tensione, come il fermo di Raffaelle Forgione, attivista del movimento la rivoluzione arancione prima dell’arrivo dei due grandi serpentoni quello degli studenti che si muovevano sul lungomare Caracciolo e quello dei comitati antidiscarica insieme alle mamme vulcaniche.

Qui il video della discussione con un dirigente digos e il trasporto in macchina della donna nello sconcerto generale che voleva solo pacificamente srotolare uno striscione nella “zona rossa” imposta dalla polizia.

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=S3LSWBu7MLI

Contemporaneamente a piazza Municipio gli operai licenziati dalle ditte che costruiscono la linea 6 della metropolitana sono saliti sull’altissima gru della stazione in allestimento e vi sono rimasti per ore. In centinaia sono dunque scesi in città per protestare contro le politiche di austerity del governo Monti e lo hanno fatto sfidando prefettura e forze dell’ordine. Tra questi lo scrittore Erry De Luca che nella conferenza stampa improvvisata davanti al palazzo del governatore Stefano Caldoro è stato molto duro: “Manifestare è un diritto costituzionale e non è trattabile. Questi sono i migliori cittadini della mia città e vogliono risposte. Questa manifestazione era stata impedita – ha detto ancora – C’è stato un cambiamento, i cittadini hanno votato alle ultime elezioni perché credeva nel cambiamento, sono qui per capire quello che sta accadendo”. Anche i rappresentanti delle sigle che hanno violato tutti i divieti, sindacati di base, lavoratori Bros, i centri sociali, i comitati ambientalisti hanno preso la parola: “Vogliamo risposte a tante domande: rifiuti, emergenza lavoro, vertenze sindacali. Insomma vogliamo che la regione Campania metta in piedi un tavolo permanente anche con il ministro del Lavoro perché si discuta di reddito, di salario garantito. Ecco perché, non avendo mai ottenuto risposte, da oggi questa strada è occupata”.

 

Al loro fianco è intervenuto Sergio D’Angelo assessore alle politiche sociali del comune: “ Vietare la manifestazione dei tanti lavoratori precari, operatori sociali, dei movimenti e delle associazioni radunatisi nei pressi di Palazzo Santa Lucia, con il pretesto di prevenire problemi di ordine pubblico, è un grave errore politico. In questo momento, caratterizzato da una profonda crisi occupazionale e aggravato dai pesanti tagli alla spesa sociale e sanitaria, occorrerebbe una maggiore disponibilità da parte delle istituzioni nel riconoscere le buone ragioni di chi protesta”. D’Angelo ha quindi fatto appello al governatore Caldoro, affinché i manifestanti possano essere ricevuti.

Verso le 21 la polizia ha sgomberato con una carica il presidio permanente approfittando che il numero dei partecipanti era diminuito notevolmente per passare la notte. Resta in questura invece il ragazzo dei comitati vesuviani fermato nel pomeriggio durante i momenti di confronto con le forze dell’ordine. Riconfermato l’appuntamento di domani mattina 16 febbraio alle 9.30 davanti la sede della regione, mentre viene lanciato l’appuntamento per il corteo di sabato con concentramento alle 9,30 davanti la metro di Montesanto.