closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
FranciaEuropa

Villepin denuncia Sarkozy per violazione della presunzione di innocenza

Il processo Clearstream è in corso da lunedi’ e ogni giorno ci sono colpi di scena. Oggi, gli avvocati dell’ex primo ministro Dominique de Villepin, imputato con l’accusa di aver utilizzato le false liste dei clienti della banca d’affari lusemburghese Clearstream per distruggere politicamente il suo rivale Nicolas Sarkozy, hanno denunciato il presidente della repubblica francese, per non aver rispettato la presunzione di innocenza, un diritto inscritto nella Costituzione. Ieri sera, Sarkozy, in un’intervista televisiva (a canali unificati Tf1 e France 2), ha affermato, rispondendo a una domanda sul perché era parte civile al processo: “dopo due anni di inchiesta, due giudici indipendenti hanno stimato che i colpevoli dovevano essere tradotti di fronte a un tribunale correzionale”. Il termine incriminato è “colpevoli”: per i difensori di Villepin, l’ex primo ministro “è già condannato prima della sentenza” dal presidente della repubblica. L’avvocato Olivier Metzner, appena venuto a conoscenza della gaffe di Sarkozy di fronte a 12 milioni di telespettatori, si è rivolto al tribunale: “è cosi’ che viene rispettato il vostro tribunale? La Procura? E’ cosi’ che un presidente della repubblica dà in spettacolo la giustizia alla Francia? La presunzione di innocenza è un diritto fondamentale. E il presidente della repubblica la schernisce in diretta di fronte a milioni di francesi. Prima si è già voluto appendere Dominique de Villepin a un gancio di macellaio.  Adesso lo si dà già per colpevole”.   

La polemica gonfia, riportando in primo piano la quesione di Sarkozy “parte civile” al processo: il presidente, che gode dell’immunità durante il suo mandato, è garante dell’indipendena della giustizia, nomina due membri del Consiglio superiore della magistratura, il governo determina le carriere. Per gli avvocati di Villepin il processo non è equo. I fedelissimi di Sarkozy sono scesi in campo per difendere il presidente. “Dove è il problema?” ha detto Xavier Bertrand, segretario dell’Ump, “non sono stati fatti nomi”. Ma l’imbarazzo regna anche nel partito di maggioranza, mentre l’opposizione protesta.

Non è la prima volta che Sarkozy, che si vanta di parlare senza peli sulla lingua, viola la presunazione di innocenza. Contro di lui c’è la denuncia di Yvan Colonna, il pastore accusato di aver assassinato in Corsica il prefetto Erignac. Quando Colonna era stato arrestato e il processo non si era ancora svolto, Sarkozy, ministro degli interni, lo aveva definito “assassino”. Il tribunale ha deciso di rimandare la decisione su questo caso a quando Sarkozy non sarà più presidente (e quindi non godrà più dell’immunità, che copre anche fatti precedenti all’assunzione della carica). La gaffe di Sarkozy sulla colpevolezza di Villepin non ha fatto che rivelare una volta di più  l’ampiezza  dell’odio che il presidente prova per l’ex primo ministro, che per un periodo è stato suo rivale nell’investitura della destra alla candidatura all’Eliseo e adesso, se esce innocente dal processo, spera di poterlo essere ancora nel 2012.