closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Napoli centrale

Vietato il sit in contro Monti

 

Manifestazione vietata per movimenti e l’Unione sindacati di base. Irremovibile la prefettura che non vuole un sit in sotto la sede della Regione Campania, pronti invece a disobbedire – come accaduto a metà novembre per il blocco antifascista – gli organizzatori insieme a disoccupati, studenti e centri sociali. L’iniziativa era stata indetta per protestare contro lo stato di crisi e i provvedimenti liberisti del governo Monti, e prevedeva anche numerosi interventi del mondo artistico e della cultura, ma il questore Luigi Merolla ha detto “niet” per motivi di ordine pubblico.

E’ inaccettabile in questo grave momento di crisi, che un ente come la regione Campania guidata da un giovane fallito come Caldoro, possa permettersi di proibire le legittime azioni di protesta contro chi sta affamando i cittadini campani” ha detto il consigliere di Napoli è Tua, Pietro Rinaldi. E se dalla regione non ci sono dichiarazioni ufficiali il “cartello” contro la crisi conferma l’evento per mezzogiorno e anzi rilancia sia per numero di partecipanti che per adesioni e performance fuori programma. Hanno infatti confermato la voglia di esserci e partecipare: Daniele Sepe, Enzo Gragnaniello, Maurizio Capone, Erri De Luca, Antonio Onorato, Eduardo Castaldo, Massimo Ferrante, il fotografo Luciano Ferrara, Napoli Roots Family meet O’Zulu’(from 99 Posse), Stefano Serino, Vico Pazzariello, E’ zezi. Ma anche i lavoratori delle partecipate e la Cgil di Salerno. Non solo. Il piazzale antistante la giunta regionale dovrebbe essere costellato da mostre fotografiche e artistici per un assedio virtuale a chi “continua a produrre crisi occupazionale, tagli ai servizi sociali, sanitari e ai trasporti e la devastazione del territorio, dovuta ad una gestione criminale del ciclo dei rifiuti”, come scrivono gli organizzatori in un comunicato. La paura a questo punto è che la tensione possa provocare problemi all’andamento della manifestazione che si prefissava di essere pacifica ma determinata. Il divieto è un’arroganza antidemocratica” ha detto Mario Avoletta, portavoce dell’opposizione sociale, ed è chiaro che in piazza, domani 15 febbraio, saranno in tantissimi.

Oggi invece Rete Commons, militanti dei centri sociali Insurgencia e Dada, lavoratori autoferrotranvieri del Usb hanno occupato la sede centrale dell’Anm (azienda napoletana mobilità) per lanciare la campagna contro la privatizzazione dei servizi pubblici. Anche se a Napoli il comune non prevede di introdurre i privati nell’amministrazione delle municipalizzate, l’iniziativa simbolica è rivolta contro l’articolo 25 del decreto Crescitalia che prevede entro il 2015 la messa a gara di tutti i servizi pubblici locali. “Si tratta di beni comuni che vanno difesi – hanno scritto in un comunicato la Rete Commons – con i denti davanti ad un modello di società che banchieri e professori ci propongono e che vede il saccheggio dei beni comuni, la dismissione dei diritti e la perdita dei livelli occupazionali”.