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Lo scienziato borderline

“Vergogna!”. La storia si ripete.

Mio padre mi diceva scherzando, quando negli anni 70 e 80 andavo a quasi tutte le manifestazioni: “Procurati un cartello con su scritto “VERGOGNA!”, vedrai che ti serve sempre e lo puoi riciclare per ogni occasione o quasi”

Come aveva ragione.

Oggi, come un anno fa, hanno di nuovo sgomberato con la forza la “Verdi Quindici”, la residenza universitaria occupata e una delle sedi del collettivo, già oggetto di sgombero proprio un anno fa (30 ottobre 2012).

E’ successo questa mattina all’alba.  Alle 7:00 circa, provvisti di una ariete, un numero consistente di forze di polizia ha sfondato il portone  di corso Farini 20 a Torino e iniziato lo sgombero della Verdi occupata 3.0, uno dei luoghi nei quali continuava l’esperienza di riappropriazione del diritto allo studio negato e di coesione sociale iniziata con la residenza universitaria in via Verdi 15, chiusa dal signor Cota e tenuta aperta dagli studenti fino allo sgombero di un anno fa.

Io scrissi un articolo, un anno fa:

Io sto con gli studenti della Verdi 15 sgomberati a Torino

Non mi resta che utilizzare di nuovo il mio articolo e ribadirlo: anche questa volta io sto con loro.

Segnalo che questa sera, a Torino, ci sarà una  manifestazione di solidarietà per la Verdi 15, con partenza alle ore 20:30 in piazza Santa Giulia, a Torino.

Elaborazione grafica di "Verdi 15 occupata"

Elaborazione grafica di “Verdi 15 occupata”

Poscritto: la madre di uno dei ragazzi sgomberati ha scritto ad un noto editorialista del quotidiano “La Stampa” di Torino una lettera molto bella. La riportiamo qui sotto e vediamo cosa ne sarà leggendo il noto quotidiano piemontese, domani.

“Sono la mamma di uno dei ragazzi che oggi a torino sono stati sgomberati in malo modo (diciamola così). Sono i ragazzi della VERDI 15, studenti che rivendicano il diritto allo studio che di fatto viene negato, che hanno occupato nel quartiere Dora Vanchiglia una vecchia caserma abbandonata sporca e piena di immondizia, le hanno ridato vita, hanno imbiancato i muri, l’hanno resa vivibile anche con l’aiuto degli abitanti del quartiere che invece di gettare nei cassonetti dei rifiuti le cose (poltrone, qualche scaffale o quant’altro), le hanno regalate: un riciclo solidale ammirevole. I ragazzi da parte loro, in quest’anno di occupazione, si sono integrati perfettamente nel tessuto sociale del quartiere e anzi hanno dato il loro contributo con varie iniziative ( incontri, concerti ecc..). Oggi lo sgombero. Che la ex caserma ritorni pure ad essere inghiottita dallo schifo e dall’immondizia, tanto a chi importa?
Le scrivo Gramellini perchè penso che lei, sia una persona attenta, disponibile a fare da eco a situazioni che altrimenti rimarrebbero confinate nell’angusto spazio del privato o dei pochi interessati. Sono amareggiata e non perchè mio figlio si è beccato una denuncia insieme ai suoi compagni, ma per come non funziona quest’Italia che non lascia intravedere un filo di speranza. Cosa dovrei dire a mio figlio: tornatene a casa? No! Gli dico lotta per i tuoi diritti, rivendicali, fatti sgomberare e ricomincia, continua a lottare oggi per avere un tetto sulla testa, domani per la tua vita, se smetti di credere che è impossibile cambiare le cose, le cose non cambieranno mai! Lei che di favole se ne intende mi dica, sto insegnando a credere ancora nelle favole?