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losangelista

Variety Taglia

Le recensioni dei film nella fabbrica del cinema hanno un po’ la funzione che potrebbero avere a Torino o Detroit i collaudi tecnici dei ricambi meccanici;  derivano cioe’ da un intento piu’ prosaico della critica pura, stabilendo il consenso degli operatori (come gli esercenti delle sale ad esempio che spesso vi basano la programmazione). La bibbia delle recensioni e’ Variety, il gazzettino ufficiale di Hollywood  che vaglia i film prodotti con diligenza da bollettino tecnico piu’ che da Cahiers Du Cinema pur impiegando alcune delle piu’ affidabili penne del mestiere. Per questo e’ piombata sulla citta’ come un doccia fredda la notizia del licenziamento dal giornale dei tre principali critici: Derek Elley, David Rooney e Todd McCarthy,  quest’ultimo con 31 anni di anzianita’. La modalita’: convocazione in direzione prima della pausa pranzo e la motivazione, ormai di prassi: problemi finanziari, crisi strutturale, obbligatorio utilizzo di freelance esterni per contenere le spese. Un’ultima raffica di tagli (oltre ai giornalisti sono stati messi alla porta una decina di altri impiegati fra redazione, reparto grafica e produzione) che ha suscitato scalpore commensurato alla reputazione in particolare di McCarthy, una delle firme piu’ illustri delle critica americana e del giornale che lo scorso anno ha recensito olte 1200 pellicole.  Roger Ebert, del Chicago Sun Times, decano di critici americani  ha guidato l’insurrezione sul suo blog con un lungo elogio dei colleghi e una invettiva in cui ha pubblicamente cancellato il proprio quarantennale abbonamento alla pubblicazione. Una vicenda che  confermato il precario stato dell’illustre  giornale che molti considerano probabile prossima vittima dell’agonia della carta stampata.