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FranciaEuropa

Utero in affitto: il governo scontenta tutti

Domenica scende di uovo in piazza la Manif pour tous, che la scorsa primavera aveva lottato contro il matrimonio per tutti legalizzato dal governo. Adesso il bersaglio è un altro: il movimento reazionario afferma che a causa della legge Taubira che ha introdotto in Francia il matrimonio omosessuale, è stata aperta la porta alla legalizzazione dell’utero in affitto (oltreché dell’inseminazione artificiale per tutte le coppie). In realtà, in Francia non c’è un dibattito politico sulla questione, poiché il ricorso all’utero in affitto è proibito e l’inseminazione artificiale è limitata alle coppie eterosessuali, e non c’è nessuna forza politica che vuole cambiare la legge. Ma c’è evidentemente un dibattito di società e ci sono delle sentenze giudiziarie. La Corte di Cassazione ha convalidato delle sentenze emesse da tribunali francesi, che hanno permesso l’adozione di bambini della sposa avuti con ricorso all’inseminazione artificiale, nel caso di coppie di donne. L’interesse dei bambini è stato privilegiato: è meglio avere due genitori che uno. Inoltre, una coppia eterosessuale che ha avuto due gemelle in California facendo ricorso alla pratica, legale nello stato americano,  dell’utero in affitto, si è rivolta alla Corte europea dei diritti dell’uomo, che ha ingiunto alla Francia di riconoscere la filiazione delle due bambine. La coppia ha accusato la Francia di aver rifiutato la nazionalità e quindi i documenti alle due gemelle, che hanno un passaporto statunitense, da dove risulta che sono figlie della coppia francese. Per la Corte europea, non riconoscere la filiazione attraverso documenti francesi significa far pagare alle bambine l’atto illegale – il ricorso all’utero in affitto, illegale in Francia ma non punito con pene giudiziarie – commesso dai genitori (nei fatti, la Francia decide poi caso per caso).

Il primo ministro, Manuel Valls, in grande difficoltà sul fronte economico, non vuole lasciare che si spalanchi un altro fronte di contestazione. Cosi’, poche ore prima della Manif pour tous di domenica, ha rilasciato un’intervista al giornale cattolico La Croix, dove si rimangia una presa posizione opposta tenuta alla primarie socialiste del 2011 e condanna categoricamente il ricorso alla Gpa (gestazione per un’altra): “si tratta di una pratica intollerabile di commercializzazione degli esseri umani e di riduzione a merce del corpo delle donne”, ha detto il primo ministro. Valls afferma di voler avviare “un’iniziativa internazionale” per rendere illegale il ricorso all’utero in affitto nei paesi dove questa pratica è legale, per le coppie cittadine di paesi dove è proibita. Un’azione complicata, come si puo’ immaginare, visto che è legale anche in alcuni paesi europei. Valls, rispondendo alla richiesta della Manif pour tous, che pretende “l’abolizione universale” della Gpa, non ha fatto che dare credito alle prese di posizione di questa organizzazione reazionaria. Resta il fatto che la sinistra è molto divisa sulla questione, tra chi difende il diritto alla libertà di scelta per le coppie sterili e chi invece sottolinea i rischi di ridurre a merce, a contratto, il corpo di donne povere pronte ad affittare una parte di sé.