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Antiviolenza

Usa: lo stupro unisex

Il 6 gennaio 2012 gli Stati Uniti dell’amministrazione Obama ha ridefinito il reato di stupro allargandolo dalle donne anche a uomini e minorenni, per tutti gli atti sessuali non consenzienti effettuati con penetrazione vaginale, anale e orale, sia con organi sessuali che con oggetti, sia in stato di ebrezza o sotto effetto di droghe o mentalmente incapace, secondo quanto riferito dal Dipartimento di Giustizia, per cui la vittima non può decidere, o difendersi, nei rapporti sessuali. “Questa nuova definizione, più inclusiva, ci fornirà una comprensione più accurata del volume e dello scopo di questi crimini”, ha detto ministro della Giustizia Eric Holder in un comunicato, mentre il vice presidente Joe Biden ha dichairato che “questo cambiamento della definizione di stupro, a lungo atteso, è una vittoria per le donne e gli uomini in tutto il paese le cui sofferenze non sono state tenute in considerazione per 80 anni”. La precedente legge era infatti in vigore dal 1927 e definiva lo stupro come “la conoscenza carnale di una donna, con la forza o contro la sua volontà”, una definizione che per Susan Carbon, direttrice dell’Ufficio sulla Violenza contro le donne, era “datata e limitata”, probabilmente non solo perché escludente dell’altro sesso ma anche perché limitante verso le forme di stupro sulle stesse donne. Da ora in poi lo stupro sarà infatti definito come “la penetrazione, non importa quanto profonda, della vagina o dell’ano con qualsiasi parte del corpo o oggetto, o penetrazione orale con un organo sessuale di un’altra persona, senza il consenso della vittima”, comprendendo quindi una diversa gamma di possibili violenze. Secondo i dati dell’Fbi, sulla base delle statistiche penali, nel 2010 ci sono stati almeno 85 mila stupri contro le donne – 1 ogni 6 minuti – e, sempre secondo l’Fbi, il 96% degli stupri rimarrebbero ancora contro donne e ragazze vittime di violenza maschile, mentre il restante 4% si dividerebbe tra: il 2% di maschi da parte di maschi, l’1% di maschi da parte di femmine, 1% di femmine da parte di femmine. Per dovere di cronaca bisogna riconoscere che mentre negli Stati Uniti lo stupro all’interno del matrimonio, per esempio, è stato riconosciuto per la prima volta in Sud Dakota nel 1975, mentre in Italia abbiamo avuto il Codice Rocco fino al 1996, una normativa del codice fascista che classificava i reati di violenza sessuale e incesto rispettivamente tra “delitti contro la moralità pubblica e il buon costume” e “delitti contro la morale familiare”, e che definiva il reato come “un crimine contro la dignità personale e la moralità pubblica”, e non contro la persona, e che fino al 1981 è rimasto in vigore anche l’articolo 544 c.p. che ammetteva il “matrimonio riparatore” per cui lo stupratore poteva estinguere il reato sposando la vittima, anche minorenne. Infine oggi in Italia per il reato di stupro sono previsti dai 5 ai 10 anni (art. 609-bis c.p.) mentre per traffico e detenzione di sostanze stupefacenti e psicotrope, in cui è stata cancellata la differenza tra “droghe leggere” e “droghe pesanti” (con modifica attraverso la legge 49/2006), la pena prevista è la reclusione da sei a venti anni (artt. 73 e 74 – D.P.R. n. 309/1990).