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losangelista

USA: le toghe e il matrimonio

Clarence Thomas, Antonin Scalia, John G. Roberts, Anthony M. Kennedy, Ruth Bader Ginsburg, Sonia Sotomayor, Stephen Breyer, Smauel Alito Jr., Elena Kagan

Secondo giorno di udienze oggi sui matrimoni gay alla corte suprema degli Stati Uniti. . Ieri i giudici “supremi”  hannno ascoltato le argomentazioni sulla legalita’ o meno del referendum californiano (proposition 8) che una paio di anni fa ha  decretato anticostituzionale il diritto dei gay a sposarsi concesso invece da alcuni tribunali  e amministrazioni locali. Oggi viene presa in considerazione la legalita’ del defense of marriage act (DOMA) la legge federale che specifica che gli unici matrimoni federalmente sanciti debbano esser fra un uomo e una donna (riev vando a questi ultimiuna serie di benefici legali).  Prima considerazione: la registrazione audio del dibattimento resa pubblica in via eccezinale (di solito i giornalisti sono ammessi solo per prendere appunti)  e’ un esercizodi trasparenza pubblica  che consiglieremmo in tutte le democrazie. L’esame della massima corte potrebbe produrre un verdeto defintivo sulla questione che negli ultimi anni ha raggiunto una sorta di “massa critica culturale”. Alcune delle questioni in considerazione sono state: lo stato ha un interesse instrinseco  nell’amminsitrare l’istituzione del matrimonio fra i cittadini, e se e’ cosi’ quale? Uno degli avvocatoi ha offerto la spiegazione che l aprocreazione favorita dal matrimonio e’ l’evidente beneficio sociale spnsorizzato dallo stato ma l;argomento ha trovato scettica la corte che ha chiesto  se lo statao fosse contrario all’unone di persone sterili o anziane. Altro argomento emerso dalle domande dei giucidi: se il matrimonio e’ un diritto sancito dallo stato quale sarebbe il criterio per sottrarlo ad una specidfic minoranza e a qusto riguardo e’stata ripetutamente evocata la sentenza di Loving v. Virginia che nel 1967 dichiaro’ illegale impedire (come facevano ancora alcuni stati) i matrimoni fra bianchi e neri. Il parallelo e’ rilevante anche perche’ gli oppositori del matrimonio gay lo hanno caratterizzato ocome un “esperimento sociale” potenzialmente nocivo ai bambini (esattamente come facevano allora i razzisti contrari alla  “mescolanza razziale”). Oggi sotto la presdienza diun presidente prodotto da una di queste unioni la dottrina del “separate but equal” appare sempre piu’ insostenibile. Difficile quindi anche la difesa delle coppie di fatto come diritto “sostitutivo” per coppie non-tradizionali poiche’ equivarrebbe a dire: ‘Vi diamo ogni equivalente vantaggio pratico, basta che non lo chiamiate matrimonio’  un  offerta che conferma proprio il  valore intiriseco ed unico di quell’etichetta che si vorrebbe tenere fuori della portata di una sola specifica classe di cittadini. Insomma un affascinate trattamento giuridico di un argomento che ha raggiunto una maturita’ politica ma che la corte potrebbe rimandare per permettere, nelle parole del giudice Kennedy ieri, un “ulteriore decorso socio-culturale”.

  • http://biglia.paolo@libero.it paolo biglia

    A me sembri non solo fuori di testa. Neppure un comunista.