closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Poltergeist

Un’estate strutturata seriamente – ultima parte

Ed eccoci al ritorno dalle vacanze. Per non abbandonare lo spirito vacanziero, ecco le ultime categorie di telefilm nati d’estate e rigorosamente catalogate per tipo umano.

white-collar

Sindrome da Peter Pan. White Collar – c’è chi lo ha chiamato il nuovo Alain Delon, chi un giovane Brad Pitt, altri semplicemente rimangono senza parole di fronte all’abbacinante Matt Bomer (è rimasta proverbiale la gaffe di un presentatore televisivo che lo ha chiamato “Boner”, che in inglese vuol dire erezione); una cosa è certa, e cioè il protagonista di questa serie su un Arsenio Lupin dei nostri giorni deve spesso al suo fascino la riuscita dei suoi colpi. La serie riprende dove si è fermato Prova a Prendermi di Spielberg e vede il giovane ladro che collabora con un grigio e paterno agente dell’FBI. Avventure rocambolesche e dettagliate spiegazioni dei trucchi del ladro garantiscono serate di grande godimento. Indicato per chi attraversa la vita sentendosi sempre un ventenne.

Proibito ai claustrofobici. Oz – che poi è il capostipite delle serie che hanno luogo in prigione, e soprattutto di Orange is the New Black, racconta una prigione che permette ai detenuti di fare vita comunitaria con una straordinaria (e atipica) attenzione ai metodi di ripresa e montaggio. La serie ha debuttato nel 1997 e la sua forte trama, gli indimenticabili personaggi (primo fra tutti il narratore in carrozzella) ne fanno un vero classico che in Italia ha ricevuto poche attenzioni.

p184755_b_v9_ae

Per necrofili. Six Feet Under – se c’è una serie che ha inventato l’umore americano contemporaneo, questa è Six Feet Under, che debuttò due mesi prima dell’11 settembre ed è diventata sinonimo di quella malinconia e quella rabbia repressa che hanno portato all’ondata di questi ultimi anni di serie pesanti come mattoni, dall’aria densa come un fluido (Hannibal, in qualche modo anche Dexter, The Killing, Top of the Lake, e via discorrendo). Una sigla da manuale, e il primo ruolo importante di Michael C. Hall – guardate la serie e capirete come ha fatto a diventare il simpatico maniaco Dexter.