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FranciaEuropa

Undici vagoni di scorie radioattive in viaggio verso la Germania

Parte mercoledi’ il dodicesimo – e ultimo – treno di scorie radioattive riciclate a La Hague da Areva, con destinazione Gorleben, in Germania, dove saranno sotterrate. Delle manifestazioni sono previste, anche se i francesi non cercheranno di bloccare il convoglio ferroviario, come era successo in Germania un anno fa (il treno di scorie era rimasto bloccato quattro giorni). “Ci siamo sempre opposti al riciclaggio delle scorie, ma siamo favorevoli al loro rientro in Germania” spiega, realista, Yannick Rousselet di Greenpeace.

Sortir du nucléaire e il sindacato Sud-Rail denunciano i rischi del trasporto. In undici contenitori sono state stoccate, bloccate nel vetro, delle scorie radioattive  con un potenziale pari a quello che era fuoriuscito da Chernobyl. Areva spiega che i blocchi di vetro sono a prova di incidente, che sono state fatte molte prove che mettono fuori questione  l’ipotesi di riattivazione di reazioni nucleari anche nel caso di uno scontro ferroviario. Areva rassicura anche i ferrovieri e afferma che per ricevere l’equivalente di una radiografia al bacino, bisognerebbe stare più di 14 ore a due metri da un vagone.

Le scorie riciclate provengono dalle centrali nucleari tedesche, uno dei due clienti stranieri di Areva, assieme al Giappone. Si tratta dell’ultimo viaggio: d’ora in poi, Areva avrà solo più da riciclare le scorie provenienti dai 58 reattori francesi gestiti da Edf. La Germania ha deciso di uscire progressivamente dal nucleare e il Giappone fa i conti dopo Fukushima. Il nucleare è entrato in piena campagna elettorale in Francia. Socialisti e Verdi hanno avuto difficoltà a mettersi d’accordo per le legislative che seguiranno le presidenziali: il Ps non ha accettato il blocco della costruzione dell’Epr di Flamanville, anche se ha promesso la chiusura progressiva dei 24 più vecchi reattori  del paese. La destra si indigna contro l’ipotesi di un allontanamento dal nucleare, una tecnologia di punta in Francia. Ma il mondo sta cambiando: Areva, che perde clienti all’estero,  dovrebbe annunciare a dicembre tra 2700 e 2900 riduzioni di posti di lavoro, di cui più di un migliaio in Francia. Il presidente di Areva, Luc Oursel, è stato convocato al ministero delle Finanze, per “spiegazioni”: mentre Sarkozy e l’Ump difendono il nucleare, la crisi della filiera sta dando ragione alla strategia della sinistra, che propone, malgrado le tensioni ancora forti tra socialisti e ecolo, di favorire le energie alternative e durevoli.