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Napoli centrale

Una settimana per la memoria

 

Un vagone ferroviario che ha trasportato centinaia di ebrei, rom, omosessuali italiani verso i campi di sterminio nazista sarà esposto al centro di piazza Plebiscito per mantenere vivo il ricordo della Shoah e a monito delle generazioni future. A pochi metri sorgerà una tendostruttura che proietterà video, corti, documentari e lungometraggi sulla persecuzione razziale in Italia e Germania. Inizia così la settimana della memoria napoletana, con un programma fittissimo che dal 23 al 30 gennaio coinvolgerà la cittadinanza con diverse iniziative a cura dell’associazione Libera italiana, della fondazione Valenzi e del comune di Napoli. Mostre, dibattiti e concerti in memoria di quei 11 milioni di deportati, 6 milioni di morti di cui 6 mila italiani. “Siamo fieri come comune di contribuire a evitare la perdita della memoria – spiega alla conferenza stampa Luigi De Magistris – e questa settimana sarà dedicata anche ai fratelli senegalesi che hanno perso la vita a Firenze”. Il riferimento ovviamente Mor Diop e Modou Samb che sono stati “giustiziati” da Gianluca Casseri, un folle xenofobo che aveva frequentato anche la sede di Casa Pound. E a tal proposito è proprio il sindaco a ricordare: “Abbiamo fatto bene a chiedere a prefetto e questore di vietare il corteo di Casa Pound (*1) perché non bisogna mai sottovalutare i germogli del male”. E’ questa la Napoli antifascista, la prima città che si è liberata dall’oppressore tedesco e dalle camice nere, ed è questa la città che vuole andare oltre i sette giorni di commemorazioni. Lo ricorda la rappresentante del consiglio comunale Elena Coccia quando annuncia la votazione nei prossimi giorni di una delibera che proclama il capoluogo campano città dell’accoglienza e dei diritti civili. Non un vuto enunciato, ma un “precedente” che potrà essere usato da tutti coloro che si sentono discriminati da norme e regole dell’amministrazione locale.

Il calendario con tutti gli eventi di “Memoriae” è possibile trovarlo sul sito della Fondazione Valenzi (http://www.fondazionevalenzi.it/) e su quello del comune (http://www.comune.napoli.it)

Qui evidenziamo tra l’altro l’inaugurazione nell’emeroteca-biblioteca Tucci della mostra “Dieci anni di stampa razzista italiana (1936-1945)”, nonché la consegna delle stelle di David, il 27 gennaio al teatro Mercadante, a due sopravvissuti dell’olocausto, Paul Shreiner e Alfredo Tedeschi. “La memoria è un’assunzione di responsabilità e conoscenza”, ha ricordato il presidente della comunità ebraica Pierluigi Compagnoni, mentre Lucia Valenzi, figlia del sindaco comunista Maurizio a cui è dedicata la fondazione ha sottolineato come sia stato importante il patrocinio del comune di Napoli e si è augurata che nelle prossime edizioni vogliano contribuire anche Provincia e Regione. Tantissime invece le associazioni che hanno già voluto partecipare e sostenere questa settimana di eventi, tra loro come novità assoluta hanno dato il loro contributo Opera Nomadi e Arcigay. “Ci hanno contattato tre settimane fa – spiega la rappresentante Anna Iovino – noi ogni anno come associazione organizziamo una manifestazione per ricordare i 500mila rom e sinti sterminati dai nazisti, quest’anno avrà un mattoncino in più, lo condivideremo anche a livello istituzionale”. Il programma dei volontari prevede infatti la visita degli alunni rom dei quartieri di Poggioreale e Scampìa alle esposizioni e a parte degli eventi in agenda.

Il 23 Alla chiesa di San Giovanni Maggiore Pignatelli anche il saluto di Moni Ovadia con il suo recital per la memoria.

1*http://blog.ilmanifesto.it/napolicentrale/2011/11/24/il-questore-vieta-gli-antifascisti-disubbidiscono/