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FranciaEuropa

Una importante vittoria di Greenpeace

Le buone notizie sono rare in questo periodo. Vale quindi la pena soffermarsi sull’importante vittoria di Greenpeace, che da anni fa campagna contro l’esportazione di scorie nucleari dalla Francia alla Russia. Areva, il gigante del nucleare francese, ha confermato che dal mese di luglio verrà messa fine al contratto che lega questa società alla Russia: dal ’72, aveva scoperto Greenpeace, la Francia esporta scorie nucleari verso la Siberia. L’uranio impoverito, ufficialmente, avrebbe dovuto essere di nuovo arricchito in Siberia, per poi essere reimportato in Francia. Ma la realtà è ben diversa. Secondo i dati forniti dal ministero dell’ecologia francese, tra il 2006 e il 2009  la Francia ha esportato in Siberia 32.200 tonnellate di uranio impoverito e ne ha reimportate, dopo l’arricchimento, solo 3.090.

Greepeace aveva scoperto questo traffico Francia-Russia in occasione del naufragio del cargo Mont Louis, al largo di Zeebruges, sulla costa del Belgio, nel 1984. Un reportages trasmesso nell’ottobre scorso dalla rete franco-tedesca Arte, intitolato “Scorie, l’incubo del nulceare”, aveva rivelato che in varie città della Siberia esistono delle discariche per l’uranio impoverito proveniente dalla Francia, ancora radioattivo e abbandonato a cielo aperto. Areva aveva quindi mentito assicurando che l’operazione di trasferimento delle scorie era destinata a ritrattare l’uranio. Imbarazzato, il gigante del nucleare aveva cercato di scaricare la responsabilità su Edf, che è la proprietaria delle scorie. Areva, di fronte alle denunce di Greenpeace – e probabilmente, anche per il fallimento economico di questi trasferimenti – ha finalmente deciso di non rinnovare i contratti che la legavano alla russa Rosatom e che avrebbero potuto essere estesi fino al 2014. Secondo Greepeace Russia, in Siberia c’è stato un risveglio de’ll’opinione pubblica, che comincia a ribellarsi all’idea di essere stata trasformata nella pattumiera nucleare della Francia, il paese dalle 58 centrali (che a volte è costretto ad importare elettricità dai paesi confinanti, a causa di guasti e lunghi periodi di manutenzione dei vecchi impianti).

per saperne di più:  www.greenpeace.fr/rapport-dechets-russie