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Un libro sulle donne in terra d’islam per rimuovere i pregiudizi

Giorni fa a Roma la libreria Tuba ha ospitato la presentazione de “Il protagonismo delle donne in terra d’islam – appunti per una lettura storico politica” a cura di Leila Karami e Biancamaria Scarcia Amoretti, interessante testo storico-politico che descrive il mondo musulmano e la sua storia attraverso i movimenti di donne e femministi in quei paesi.

Il libro nasce da un’esperienza di vari seminari che avevano per target “i non addetti ai lavori” e con lo scopo di smontare i pregiudizi legati al mondo musulmano e al ruolo delle donne all’interno dello stesso. Sfatare la lettura orientalista della donna musulmana è uno degli obiettivi che si pongono le autrici che ci tengono a precisare che il testo non parla “del velo” in quanto non è quello lo strumento che subordina la donna. Non parla neanche di Isis o dei recenti fenomeni migratori visto che alcuni dei lavori si fermano al 2012. Le autrici tentano un lavoro storico che sappia dare gli strumenti a chi legge per fare un percorso attraverso la lettura dei movimenti emancipatori per comprendere il ruolo che hanno avuto imperi e colonialismo nello sviluppo sia dell’islam che della donna musulmana attraverso la lettura dei movimenti emancipatori.

Precisato che non esiste un unico mondo musulmano e spiegata la differenza che storicamente lo lacera in due (shiismo e sunnismo) attraverso dei capitoli che si occupano nel dettaglio del percorso storico-politico, paese per paese, si  faranno delle “scoperte” che sicuramente sorprenderanno molti, soprattutto i “difensori dei nostri valori” che is contrappongono ai valori di quel mondo brutto e cattivo.

Curioso è scoprire come il protagonismo delle donne sia religioso che laico abbia una storia che parte già da fine 800 e non è casuale che gran parte delle donne di quel mondo abbiano avuto ad esempio il diritto al voto molti anni prima che in Italia. Quella stessa Italia che fino agli 60 aveva ancora lavori a cui le donne non potevano accedere tanto quanto il protagonismo delle donne italiane nella politica di palazzo è sempre stata osteggiata dai loro colleghi maschi attraverso quei pregiudizi sulla donna brillantemente descritti in un altro volume molto interessante dal titolo “Stai zitta e va’ in cucina. Breve storia del maschilismo in politica da Togliatti a Grillo” di Filippo Battaglia. Del resto in Italia il dibattito su “donne e islam” è trasversalmente letto in maniera ottusa e sintetizzato in “velo sì / velo no” come se tutto ruotasse intorno al velo stesso.

La situazione odierna ricaccia ancora più indietro le donne in alcuni paesi musulmani. La guerra siriana, il post primavere arabe, la guerra lanciata da Erdogan ai curdi in lotta contro l’Is descrivono una situazione drammatica. E a pagarne le conseguenze in primis sono proprio i movimenti di lotta. Basti pensare “alle migliaia di donne saharawi che, nel novembre 2010, hanno riempito le spianate di Gdeim Izik, periferia di El Ayun, capitale del Sahara Occidentale; sono loro che – secondo Noam Chomsky – hanno acceso la miccia della primavera araba e per questo sono state represse”.

“Il mondo musulmano è un mondo tutt’altro che omogeneo, ma che, salvo rare eccezioni, viene percepito come un blocco coeso. Puntare sulla diversità comporta anche il fatto di privilegiare nei nostri ‘racconti’ ciò che le donne fanno e ottengono piuttosto che soffermarci sugli aspetti negativi che, nella maggior parte dei casi, sono trasversali e, in quanto tali, non riguardano solo il mondo musulmano. E’ una questione di approccio”.

Questo libro vi dà gli strumenti per muovervi con più conoscenza, per saper distinguere quando si ascoltano certi discorsi, per smontare tutta quella retorica che accompagna le donne musulmane e chi trae forza nella demagogica “guerra di valori” dove maschi occidentali sventolano la libertà delle donne con la stessa arroganza con cui mantengono i loro privilegi da maschio.

Nel frattempo, mentre tra le pagine dei nostri quotidiani serpeggia il pericolo islamico, Erdogan fa reprimere una manifestazione femminista a Istanbul, con migliaia di donne scese in piazza nonostante i divieti. Ma noi portatori di “sani valori” non troviamo il coraggio neanche di raccontare queste storie.

NB: Il video della presentazione del libro alla Casa Internazionale delle Donne.