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La rete nel cappio

Un G8 per normalizzare la Rete

Non contento delle critiche ricevute in casa per la legge liberticida anticondivisione fortemente voluta (la cosiddetta

dottrina Hadopi), Nicolas Sarkozy ha proposto una sessione tematica del G8 dedicata alla Rete per il 26 maggio. Nell’agenda voluta dal presidente francese tutti i temi riguardanti presente e futuro di Internet. In primo luogo la cosiddetta net-neutrality, cioè che vengano garantite eguali possibilità chi si connette al web indipendentemente se a farlo è un’impresa o un singolo. Finora è stato così, ma negli Stati Uniti e in Europa sono molte le imprese che propongono di differenziare la banda a disposizione in base a cosa si vuol fare in Rete: per chi fa affari, sostengono i detrattori della net-neutraliy, deve porte navigare più veloci di chi si connette per socializzare, fare informazione indipendente, condividere conoscenza e informazione. Altro argomento dirimente è la possibilità o meno di uniformare la legislazione «antipirateria», cioè quelle leggi che colpiscono che scarica file (musicali, video) protetti da copyright. Secondo Sarkozy, sono i provider che devono fare i poliziotti e segnalare a una commissione specifica i nominativi di chi compie tali operazioni. E’ questa la «dottrina Hadopi», che prevede sanzioni amministrativi e in caso di reiterazione di quello che i fautori della proprietà intellettuale definiscono reato, la sconnessione d’autorità dalla Rete. Infine c’è la questione della gestione dei domini, argomento che da qualche anno agita le riunione degli organismi dedicati alla cosiddetta Intenet Governance. Sullo sfondo, l’arrivo di nuovi pretendenti alla leadership nella Rete (le imprese cinesi, quelle indiane).

La proposta di un G8 straordinario sulla Rete ha suscitato molte perplessità, sia tra gli stati che fanno parte di quella sempre più delegittimata «cupola» della globalizzazione, che tra gli organismi che in qualche misura governano la Rete. Il Wto (Organizzazione del commercio mondiale), ad esempio ritiene che gli accordi sulla proprietà intellettuale (Trips) vadano trasformati in legge e non credono che vadano in nulla modificati; la Wipo, l’organizzazione che studia e definisce le linee guida sulla proprietà intellettuale, ritiene invece che un aggiornamento dei Trips sia necessario, aprendo la strada una gestione mista di brevetti, diritto d’autore e gestione dei marchi, cioè che accettino la possibilità di norme a difesa dei prodotti open (open source, creative common). Ma le critiche più dure verso la proposta di Sarkozy sono venute dal variegato mondo dei mediattivisti, che hanno registrato un dominio (g8internet.com) e messo in piedi un sito per esprimere punti di vista antitetici a quelli di Sarkozy. Il presidente francese ha invitato mezzo mondo degli affari, ma finora ad accettare gli inviti sono stati Mark Zuckeberg (Facebook), Eric Schmidt (Google) e Jeff Bezos (Amazon).