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Rovesci d'Arte

Un fungo attacca i Moai dell’isola di Pasqua

 

Le colossali statue dell’isola di Pasqua rischiano una corrosione implacabile a causa di un fungo che le ha attaccate. I licheni che le avvolgono, infatti, lasciano dei buchi nella pietra vulcanica, difficilmente «riparabili». Ma le quattrocento teste dei Moai, sculture che vanno dai tre ai dieci metri, monoliti dichiarati patrimonio dell’umanità dall’Unesco, possono forse salvarsi grazie ad alcuni studiosi italiani. Precedenti interventi di restauro avrebbero eroso ancor più la superficie della roccia, rendendola maggiormente sensibile a fattori come vento e pioggia. Adesso, però, alle statue di Rapa Nui (questo il nome dell’isola usato dagli indigeni) è stata concessa una possibilità. Il professor Casamenti, della scuola di restauro di Firenze, si è recato sul posto con cinque suoi studenti e ha prelevato dei campioni di pietra. Per debellare il fungo potrebbe essere sufficiente un economico solvente che lascia intatta la «pelle» delle affascinanti e enigmatiche sculture che, secondo una leggenda polinesiana, avrebbero raggiunto la posizione eretta non trasportate da manodopera umana, ma «camminando da sole».  Gli abitanti del luogo tengono moltissimo ai loro «totem» religiosi, che probabilmente raffigurano una serie di antenati delle comunità: nel maggio scorso, un moai alto 5,20 metri e pesante 17 tonnellate sarebbe dovuto partire per Parigi, per essere esposto al Palazzo delle Tuileries, ma l’iniziativa venne abbandonata subito poiché l’89% degli abitanti dell’isola, pronunciandosi tramite un referendum, respinse l’idea.

  • http://www.curadellapelledelviso.info cura

    Grazie per informazione, molto interessante. Questo totem e’ veramente grandioso!!! Una cosa interessante, forse sapete, perche questo totem non ha la bocca?