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Un clandestino a Strasburgo

Una barzelletta vivente si aggira per l’Europa. Il presidente Buzek: «Lo vedrò due minuti» Gli incontri europei del premier fuori dalle agende ufficiali. L’Ue avverte: dovrete fare un’altra manovra

Se il premier cercava sostegno internazionale alla manovra, quel tentativo è finito nel ridicolo. La semplice conferma della visita di oggi nella “capitale” europea ha gettato i vertici istituzionali in un tale imbarazzo da non salvare più neanche le apparenze. L’arrivo del Cavaliere nel giorno del suo previsto interrogatorio di fronte ai giudici italiani ormai è una barzelletta, criticato non solo dai Verdi europei, ma anche tra i liberali dell’Alde e i popolari del Ppe.

Dopo una serie di interventi tra il sarcastico e il polemico, il presidente dell’europarlamento, il polacco Jerzey Buzek (Ppe), ha quasi supplicato di chiudere la questione. «Chiarisco a tutti quanti la questione – dice Buzek all’assemblea plenaria – non c’è alcuna richiesta formale ufficiale per una visita del premier al Parlamento europeo. Lui sarà presente domani. Se ci sarà, è possibile che sia un incontro di cortesia di un paio di minuti. Questo non lo posso escludere. Ma non c’è alcuna richiesta formale di un incontro ufficiale, ve lo dico chiaramente». «Torno a segnalarvi – ha continuato il presidente del Parlamento europeo – che domani accoglieremo il presidente della repubblica polacca. Sarò occupato il pomeriggio nell’ospitarlo. Quindi, in questo momento, non ho possibilità di inserire nel mio programma alcuna visita di lunga durata del premier italiano».

Berlusconi incontrerà i vertici di tutte le istituzioni europee. Ma gli appuntamenti sono tanto laschi da far capire che in pratica, il premier italiano s’è infilato dove poteva, nei buchi disponibili nelle agende degli altri leader: alle 11 vedrà per un’oretta Van Rompuy (il presidente del consiglio europeo che venerdì scorso, alla festa di Atreju, aveva definito un «perfetto sconosciuto per i cittadini»). Alle 16 il tempo di una photo-op con il presidente della commissione Barroso e alle 17.30, per «due minuti», Buzek.

Tutti incontri informali, in cui al momento non sono previste né domande né conferenze stampa. Fino a ieri pomeriggio infatti degli incontri del premier italiano con Barroso e Buzek non c’era alcuna traccia sulle rispettive agende ufficiali. E non è una semplice dimenticanza, perché il vertice tra la cancelliera Merkel e il presidente portoghese della Commissione di ieri era (ovviamente) ben segnalato da giorni.

Ad aggravare l’imbarazzo, i vari portavoce di Bruxelles precisano di aver organizzato l’incontro solo su «espressa richiesta» delle autorità italiane. Una richiesta precisa, arrivata da Roma probabilmente mercoledì o giovedì scorso (a ridosso della pubblicazione sul sito di Repubblica della telefonata con il latitante Lavitola), come dimostra un solerte comunicato dell’ufficio stampa di Van Rompuy datato 9 settembre che dava notizia già allora dell’incontro con il premier italiano.

Intervenendo su Canale5, Berlusconi si difende dicendo che oggi era l’unica data disponibile per volare in Europa. Una mossa necessaria – giura a Belpietro – «dopo che la sinistra e i suoi giornali hanno indotto l’Ue a pensare che il governo facesse marcia indietro sulla manovra». La memoria evidentemente fa velo al Cavaliere, visto che il decreto approvato in senato è stato commentato e approvato quasi in diretta dal commissario agli affari economici Rehn.

Il premier ormai non solo mente abitualmente ma dimostra anche di non curarsi nemmeno delle conseguenze. A Canale5 assicura che l’Italia non ha bisogno di nessuna nuova manovra dopo quella che domani sarà approvata definitivamente dalla camera.

Pochi minuti dopo però la Commissione europea avvisa otto paesi, tra cui anche l’Italia, di prepararsi a intervenire di nuovo in caso di entrate calanti a fine anno. (n.b. vedi errata corrige sotto, ndr)

Ormai più che uno scandalo è una barzelletta. A inizio seduta la copresidente dei Verdi europei, la tedesca Rebecca Harms, definisce «inopportuna» la visita di Berlusconi: «Mi chiedo se non dovrebbero scegliere una data in cui non deve andare davanti ad un tribunale italiano». «Forse voleva essere il primo a complimentarsi con Martin Schulz», ha risposto tra le risate generali dell’aula un altro tedesco, stavolta della Cdu, Werner Langen. Il ricordo di Berlusconi che dà del «kapò» al dirigente socialdemocratico che da oggi si candida a sostituire Buzek alla presidenza dell’europarlamento evidentemente è ancora troppo vivo.

Critiche feroci anche dai liberali. L’ex primo ministro belga Guy Verhofstadt ha chiesto a Berlusconi di presentarsi al Parlamento non nei sottoscala di palazzoma ufficialmente, di fronte alla commissione economica, come ha già fatto il premier greco Papandreou.

dal manifesto del 13 settembre 2011

  • Qui il video della conferenza stampa di Berlusconi accanto a un ammutolito Van Rompuy. Una dichiarazione di 10 minuti tutta in italiano, senza la possibilità di domande da parte dei giornalisti.
  • Errata corrige
    Il rapporto sullo stato delle finanze pubbliche europee della Commissione (leggi qui il pdf) è stato reso noto ieri ma le raccomandazioni che contiene sono state ultimate a metà luglio, il 12. Pertanto il giudizio riferito sulla manovra italiana era limitato a quella di luglio, non al successivo decreto di agosto. La sostanza comunque non cambia: il governo italiano farà effettivamente un’altra manovra entro l’anno nell’ambito della finanziaria, la nuova legge di stabilità.