closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
FranciaEuropa

Un altro suicidio a France Telecom: è il venticinquesimo in 18 mesi

Un ingegniere di 48 anni, che lavorava al centro di Ricerca e Sviluppo di France Telecom di Lannion, in Bretagna, si è ucciso, impiccandosi a casa propria, questa mattina. E’ il venticinquesimo caso in un anno e mezzo. Il terzo in Bretagna e il secondo in questo centro di ricerca, dove già un altro tecnico si era tolto la vota nella notte tra il 29 e il 30 agosto scorso. L’ingegnere, sposato con figli, era in congedo malattia da un mese, su suggerimento del suo medico curante. Martedi’, un altro suicidio è stato evitato a Marsiglia solo grazie all’intervento tempestivo dei pompieri: erano stati informati dalla famiglia dell’impiegato di France Telecom, che aveva ricevuto degli sms di addio e sono arrivati in tempo. L’ingegnere  aveva deciso di impiccarsi.

Didier Lombard, l’amministratore delegato di France Telecom stasera sarà in Bretagna. Mercoledi’, il nuovo numero due, Stéphane Richard (destinato a sostituire tra breve Lombard alla testa della società) era a Marsiglia. Ha ammesso che “forse, l’impresa è andata un po’ troppo in là nell’applicazione di tutta una serie di strumenti di controllo” dei dipendenti. Richard ha confermato che un questionario sulle condizioni di lavoro sarà distribuito, da lunedi’ prossimo, a tutti i 100mila dipendenti di France Telecom, nell’ambito di un audit per cercare di capîre cosa succede nell’azienda. Sotto la pressione del ministro del lavoro, Xavier Darcos, la direzione ha congelato, fino a fine anno, i trasferimenti selvaggi e l’applicazione delle modalità di management adottate nell’impresa e che sono state messe sotto accusa dai sindacati come una delle cause della tragedia dei suicidi. “Questo migliorerà le nostre condizioni di lavoro – afferma Denis Capdevielle, delegato Cgt – ma non rimette in causa la riorganizzazione e la ristrutturazione permanente, che per il momento è solo congelata”. Lo stato, che controlla ancora un po’ più del 26% di France Telecom, è stato costretto ad intervenire. Per il ministro Darcos, “alla fine dell’anno saremo in una situazione che permetterà che cio’ che succede oggi non si riproduca più, poiché France Telecom ha delle indicazioni precise che la obbligano ad aprire delle trattative su tutte le questioni che riguardano lo stress al lavoro”. Ma il sindacato Sud-Ptt  è ora tentato di sbattere la porta di questo tavolo di trattativa. Mentre la Cgt e Fo restano, perché, dicono, “sarebbe irresponsabile fare la politica della sedia vuota”. Il 20 ci sarà una nuova giornata di sciopero a France Telecom, per chiedere un serio miglioramento delel condizioni di lavoro. La società e i suoi dipendenti hanno subito un vero e proprio terremoto negli ultimi anni: France Telecom era un monopolio  pubblico (con dipendenti-funzionari), diventato società per azioni nel ’97, poi privatizzata nel 2004. Nel frattempo, la concorrenza ha cambiato radicalmente il mercato, nuove tecnologie hanno fatto irruzione e nella società sono state applicate modalità di management feroci, con trasferimenti di personale continui e pressioni dei dirigenti per una maggiore produttività. C’è stato anche un cambiamento dei mestieri e una devalorizzazione delle vecchie competenze professionali, che ha destabilizzato i dipendenti, in un clima di competitività anche personale, che ha rotto ogni solidarietà.