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losangelista

Ultra-Neo-Anti-Darwinismo

Forse per partecipare simbolicamente alle celebrazioni dell’anno bicenetenario darwiniano appena concluso il Foglio.it pubblica un post contro Richard Dawkins   “l’ultradarwinista” (afflizione presumibilemente piu’ perniciosa del darwinismo moderato). Lo zoologo e divulgatore  inglese, (l’ultimo libro, pubblicato in Italia da Mondadori, si intitola “Il più grande spettacolo della terra. Perché Darwin aveva ragione”) e’ bete noir designata della destra teocon per la sua promulgazione del razionalismo scientifico e per estensione dell’”umanesimo laico” cui il teorema neocon fa risalire la somma dei mali della atea modernita’. Dawkins ad esempio e’ stato dipinto come eminenza grigia di una “cabala darwinista” interazionale dedita al subdolo controllo delle universita’ del mondo nello pseudo-documentario del neocon  Ben Stein (Expelled: No Intelligence Allowed ) una requisitoria paranoica che conclude collegando la teoria dell’evoluzione ai forni crematori nazisiti (essendo l’Origine delle Specie necessaria giustificazione morale di Hitler!). La crociata antidarwinista e’ un chiodo fisso dell’integralismo evangelico americano ma il suo scimmiottamento nei salotti della destra borghese europea e’ una nota particolarmente stonata dell’agenda teocon, ma tant’e’, il sito del Foglio si occupa dicevamo di una polemica che coinvolge Dawkins dedicandogli con malcelato compiacimento l’accattivante titolo di “L’ateista Dawkins, da risorsa del mondo razionale a deficiente assoluto”. Cosa ha fatto il diabolico professore per subire infine la meritata demozione? Apparentemente (il post cita un articolo del Times senza ulteriore specificazione o fosse mai, un link: e’ questo) Dawkins avrebbe di recente istituito di nuove regole per la partecipazione ai forum di discussione del suo sito RichardDawkins.net,  stabilendo che  “chiunque voglia aprire nuove discussioni dovrà assoggettarsi all’approvazione preventiva dei responsabili dei forum”. Cotanta la sfacciata ipocirisia di questo sedicente razionalista! E il Foglio non puo’ esimersi dal riportare doviziosamente alcuni  esempi della indignata “valanga di insulti” seguita alla nuova pratica censorea: una selezione di apprezzamenti da cui si envince intanto che “l’assoluta deficenza” del titolo e’ appunto l’opinone di un commentatore arrabbiato e che altri hanno definito Dawkins un “ano di topo in suppurazione”. Chi legge i commenti su questo stesso sito e su altri forum progressisti in italiano, inglese o altre lingue, riconoscera’ il tono che caratterizza i commenti ostili che spesso sommergono le aree discussione. Non parliamo della divergenza di opinioni ma delle vitrioliche invettive ad personam  cui sono spesso bersaglio autori dei post, quella “cultura dello sfogo” su internet cioe’ che lo stesso Dawkins adduce come ragione per le sue nuove regole . Una decisione assolutamentre dicutibile come lo sono le regole di ogni sito. Per verificarne l’illiberale portata ho visitato il sito Dawkins e provato a aggiungere un commento alla piu’ recente stringa di discussione; dopo la registrazione gratuita come utente, il mio commento e’ stato immediatamente aggiunto al forum senza alcuna apparente prevai approvazione. Poi cosi’ tanto per fare ho deciso di commentare il post del Foglio ma ahime’ qui invece la possibilita’ di commentare un post  non e’ contemplata per niente. Chi veramente volesse dire la propria e’ indirizzato alla sezione apposita: Hyde Park dove vengono raccolti alla rinfusa e in modo non-lineare interventi originali e commenti su articoli recenti in ordine sparso. Scritto e inviato il mio commento vedo pero’ l’avviso della redazione ai lettori-commentatori con la seguente dicitura:

“I messaggi non vengono automaticamente pubblicati, ma sono prima letti e vagliati dalla redazione del Foglio.

Vengono pubblicati i messaggi ritenuti interessanti per i lettori del Foglio, che danno un punto di vista non scontato, che escono dall’ordinarietà, che colpiscono.

» Se un vostro messaggio non viene pubblicato, non sentitevi censurati, offesi, arrabbiati: sono le regole del gioco.”

Caspita se uno fosse malfidato si potrebbe quasi ravvisare  una (gasp) approvazione preventiva. Incredibile come i tuoi  “amari disinganni del libero Web” (il sottotitolo del post anti-Dawkins dello stesso Foglio) diventino poi  le mie “regole del gioco” , che se non ci stai peggio  per te.  Verrebbe da pensare pure all’ipocrisia –  ma vai a sapere magari e’ il preconcetto  di un congenito estremismo ultradarwininsta.

  • paolo1984

    Io stimo moltissimo Dawkins e la sua battaglia contro l’irrazionalità della fede religiosa. La decisione di “ristrutturare” il suo sito non mi pare così scandalosa. Il sito è suo, credo abbia diritto di sapere cosa scrivono i suoi utenti e se le discussioni che aprono sono coerenti con gli scopi del sito così come un direttore di giornale deve sapere cosa viene pubblicato (anche perchè il responsabile è lui) e ha diritto di scegliersi i propri collaboratori.
    La polemica dei bigotti neo-con mi pare pretestuosa, strumentale e pure ipocrita visto che sul loro sito attuano i medesimi metodi.