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Lo scienziato borderline

Ulivi salentini: salvi solo se “monumentali”?

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Ne succedono proprio di tutte in questa Italia maglia nera dell’ambiente. Un compagno pugliese che ringrazio, Angelo Minenna, mi segnala nella sua regione una iniziativa legislativa ecomostrizzante, che confonde la giusta tutela delle piante di ulivo con la loro presunta “monumentalità”. Se sei un ulivo normale, in sostanza, chissenefrega e puoi morire.

Si tratta di un DDL Regionale Pugliese sull’espianto di ulivi in zone colpite dalla Xylella Fastidiosa.

Il territorio della Provincia di Lecce è interessato dalla presenza di decine di migliaia di alberi di ulivo, alcuni dei quali plurisecolari. Dal 2010, alcune zone del litorale ionico salentino sono interessati dal “complesso del disseccamento rapido dell’ulivo”(così come individuato dall’Osservatorio Fitosanitario Regionale nel 2013).

Recentissimamente,  la Commissione ha approvato all’unanimità il DDL Regionale, che vieta l’espianto degli ulivi, e la relativa riconversione dei terreni da agricoli a diversa destinazione urbanistica: ma solo per le  aree agricole colpite dalla Xylella dove insistano alberi da ulivo definiti “monumentali”.

Occorre sottolineare che, come premessa alla suddetta Legge da discutersi ed approvarsi in Consiglio Regionale, si era parlato, anche sugli organi di stampa, di un divieto di espianto, con conseguente inedificabilità per 15 anni, per tutte le zone colpite dal disseccamento degli ulivi stessi, siano essi monumentali o no. Questa decisione avrebbe garantito il pieno rispetto dei parametri contenuti nella Legge Regionale n°14/2007, recante le disposizioni non solo di tutela degli ulivi monumentali, bensì di tutto il paesaggio agrario pugliese e salentino caratterizzato dalla radicata presenza di piante ed alberi di ulivo, dalla forte valenza storica, culturale, identitaria e produttiva.
In particolare, l’art. 8 della Legge Regionale anzidetta, tutela il paesaggio ulivetato in generale quale strumento di promozione del territorio, anche a fini turistici.
Pare alquanto singolare promuovere un simile strumento di tutela limitatamente ad alcune aree, quelle, appunto, interessate da soli ulivi monumentali, così come individuati e censiti dalla L.R. 14/2007.

Infatti, le azioni di tutela dell’ulivo e del paesaggio ulivetato, in virtù di strategie in materia di contenimento e cura dalla Xylella ancora da definirsi in ambito nazionale e comunitario, dovrebbero estendersi a tutte le aree.

Si stima a circa 125.000 euro il danno per ognuna delle migliaia di aziende salentine colpite dalla Xylella fastidiosa. Il batterio killer che sta imperversando in almeno 8mila ettari delle campagne leccesi, soprattutto nella zona a Sud di Gallipoli, mettendo in pericolo migliaia di alberi di ulivo, potrebbe causare danni per milioni di euro all’economia della regione.

Per ogni azienda il danno potrebbe peggiorare, se consideriamo l’aggravio causato dalla possibile estirpazione delle piante di ulivo, che per ogni azienda sarebbe pari a 170mila euro: circa un terzo delle 65mila aziende agricole — oltre ventimila — presenti sul territorio leccese sarebbe stato colpito dall’infezione.

Sarebbe necessario un programma di prevenzione, controllo ed eradicazione della malattia e anche uno specifico piano finanziario che destini le risorse alle aziende colpite. Tutte.

Tutelare soltanto gli ulivi “monumentali” suona come un cerotto messo su una ferita enorme. Oppure, parafrasando, voler far le nozze con le olive secche.

  • Angelo Minenna

    Grazie caro Massimo per lo spazio concessoci…ci terremo e ti terremo aggiornato/i… :)

  • Andrea Ricci

    grazie di informarci, pero’ correggete il numero di ulivi: basta fare due conti per capire che c’e’ almeno un ordine di grandezza di troppo.