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FranciaEuropa

Ue, salario minimo: solo in Grecia è diminuito

Per il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, è “politicamente impresentabile” la richiesta del governo Tsipras di aumentare il salario minimo in Grecia, perché sarebbe più alto di quello di alcuni paesi chiamati a contribuire al  finanziamento del piano di aiuti ad Atene. Ma i dati pubblicati oggi da Eurostat raccontano un’altra storia: la Grecia è l’unico paese Ue (dove esiste il salario minimo per legge) ad aver registrato un calo dal 2008, anno di inizio della grande crisi. Syriza vorrebbe soltanto far tornare il salario minimo ai livelli di prima della crisi, cioè 751 euro al mese, contro i 580 di oggi. Alcuni paesi europei, malgrado la crisi, hanno avuto aumenti significativi (certo, partivano molto dal basso) dal 2008 al 2015: in Romania il salario minimo è cresciuto del 95%, in Bulgaria del 64%, in Slovacchia del 58%, in Lettonia del 57%. In tutti questi paesi, pero’, il salario minimo resta sotto i 400 euro. Sono in dieci (oltre ai già citati, anche Lituania, Repubblica ceca, Ungheria, Estonia, Croazia e Polonia) ad avere un salario minimo sotto i 500 euro. Il più basso è in Bulgaria: 184 euro. In 7 paesi, invece, la remunerazione minima è sopra i 1000 euro: Gran Bretagna, Francia (dove dal 2008 è aumentato del 14%), Irlanda, Germania, Belgio, Olanda, Lussemburgo. In Lussemburgo è di 1923 euro, cioè un rapporto di uno a dieci con il più basso della Ue (la Bulgaria), ma se si applica l’aggiustamento relativo al potere d’acquisto la ratio scende da uno a quattro. L’Italia non figura in questa statistica, perché non esiste il salario minimo, come in altri cinque paesi Ue (Austria, Cipro, Danimarca, Finlandia, Svezia).